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Scuola pubblica e cultura religiosa
in una società democratica e multiculturale
La proposta del Gruppo di Vallombrosa

(documento in formato .pdf)

  • La proposta è nata all’interno degli annuali incontri promossi nell’Abbazia di Vallombrosa dal Comitato Oriente- Occidente dell’Università degli Studi di Firenze e dal Laboratorio sulle relazioni multiculturali e multireligiose della  Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Siena.

    Alla redazione del documento hanno collaborato: Emilio Alberich, Paolo Blasi, Renzo Bonaiuti, Chiara C. Canta, Roberto De Vita, Ermanno Genre, Flavio Pajer,  Nicola Romano, Mahomoud Salem Elsheikh, Alberto Scrufari, Dario Tomasello.

    Per ulteriore documentazione sulla tematica si rinvia agli atti dei convegni vallombrosani:
    R. De Vita, F. Berti (a cura di), La religione nella società dell’incertezza. Per una convivenza solidale in una società multireligiosa, Franco Angeli, Milano 2001;  Dialogo senza paure. Scuola e servizi sociali in una società multiculturale e multireligiosa, Franco Angeli, Milano 2002;  Pluralismo religioso e convivenza multiculturale. Un dialogo necessario, Franco Angeli, Milano 2003;  R. De Vita, F. Berti, L. Nasi, (a cura di), Identità multiculturale e multireligiosa. La costruzione di una cittadinanza pluralistica, Franco Angeli, Milano 2004; Democrazia, laicità e società multireligiosa, Franco Angeli, Milano 2005


Temi svolti:

La scuola del futuro: quale riforma?

 

Contributi già pubblicati sul tema passato:

L'ora di religione nel terzo millennio.


Cosa succederà con il nuovo Governo sul fronte della riforma della scuola? Tutto all'aria o rimescolamento di quanto già pensato?

La scuola che verrà.
Parliamo della riforma dopo il Rapporto finale del Gruppo Ristretto di Lavoro (Commissione Bertagna)

La scuola, nell'ultimo mese dell'anno appena trascorso, è tornata a far parlare di sè sulle prime pagine dei giornali ed è stata oggetto di dibattiti in numerose trasmissioni televisive.
L'incontro degli Stati Generali, del 19 e 20 dicembre a Roma, è stato l'occasione per porre a confronto il mondo scolastico con la società civile. Vi hanno partecipato 1.300 persone in rappresentanza di 74 associazioni professionali, degli studenti, dei genitori, 104 presidenti delle consulte studentesche, 76 rettori delle Università, 19 ordini professionali, Presidenti di istituzioni culturali, di commissioni parlamentari... Un evento mediatico seguito, via satellite, da 7.000 scuole e giudicato da alcuni un talk show o un'inutile kermesse. L'intento del Ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti, invece, era di realizzare la più grande operazione "trasparenza" mai tentata in precedenza sul futuro della scuola.
Non è mancata la contestazione di una parte della base che si è espressa con variopinti cortei e slogan, e la riproposizione simbolica della solita bara in cui "riposa la scuola pubblica". Sono state organizzate autogestioni e occupazioni.
Ma è doveroso chiedersi quanti hanno letto il Rapporto finale del GRL (Gruppo Ristretto di Lavoro), nominato comunemente Commissione Bertagna, che doveva essere al centro del dibattito delle due giornate romane?
Il lavoro della Commissione Bertagna, che prende il nome dal pedagogista bresciano che la presiede, è probabilmente l'ultimo "tassello" della cosiddetta "Riforma a mosaico" iniziata dal ministro Luigi Berlinguer, continuata dal suo successore professor Tullio De Mauro e stoppata nella parte finale (Legge 30/2000 sul Riordino dei cicli scolastici, ndr) dalla lady Letizia Moratti, probabilmente in virtù anche di una promessa elettorale che prevedeva il mantenimento delle scuole elementari e medie.

12 anni di istruzione e/o formazione obbligatoria
L'ipotesi elaborata dal GRL, che trova uno dei suoi fondamenti nella legge sull'autonomia scolastica, a regime dal 1° settembre del 2000, e sul trasferimento di funzioni agli Enti locali, ribadisce "il principio che il sistema di istruzione e di formazione del Paese è al servizio della società e del progresso economico, se e solo se, è primariamente al servizio della persona e mira al massimo sviluppo delle capacità di tutti" e per questo pone l'obbligo di 12 anni di istruzione e/o formazione per tutti. Ogni studente, dai 3 ai 18 anni, sarà accompagnato da un "portfolio" delle competenze. Esso comprenderà la scheda di valutazione e quella di orientamento.
Probabilmente il lavoro del GRL verrà rivisto e corretto secondo le diverse indicazioni che sono emerse nel corso dei lavori, ma è senz'altro importante rilevare la struttura del nuovo riordino dei cicli scolastici.
La frequenza di tre anni alla scuola dell'infanzia, sebbene facoltativa, può costituire un possibile credito "ai fini del soddisfacimento di almeno un anno dei 12 di istruzione e/o formazione obbligatoria".
Per gli alunni, dai 6 ai 14 anni, si ipotizza una scuola che "avvalori le specificità delle età evolutive della fanciullezza e della preadolescenza" così "nella cornice ordinamentale della scuola primaria quinquennale e della scuola di I grado triennale" si prevede "un piano degli studi unitario e progressivo organizzato in cicli biennali" dove si realizza "un più efficace raccordo tra l'ultimo anno della scuola primaria e il primo della scuola secondaria di I grado (III° biennio, ndr) e, nondimeno, tra l'ultimo biennio della scuola secondaria di I grado e gli studi liceali o professionali successivi, al fine di stimolare una spinta qualitativa verso l'alto dell'intero sistema di istruzione e di formazione".
La scuola secondaria superiore è finalizzata all'offerta di un' "elevata qualità culturale ed educativa" che può essere confermata e completata con eventuali anni di specializzazione non universitaria.
Sono previsti otto licei (Classico, Linguistico, Scientifico, Tecnologico, Economico, Umanistico, Musicale, Artistico) di durata quadriennale. Le singole istituzioni scolastiche possono realizzare pure la coesistenza di più licei. Il piano degli studi prevede la suddivisione degli insegnamenti in tre aree: una obbligatoria, un'altra facoltativa ed una extracurricolare. La prima costituita da 25-33 ore settimanali (quest'ultimo monte ore per i Licei di indirizzo  artistico e musicale) comprende l'insegnamento della Religione Cattolica, previsto dal Concordato, Lingua e Letteratura italiana, Matematica, Scienze, Filosofia, Storia, Lingua straniera, oltre a materie che variano a seconda dei diversi indirizzi. Gli insegnamenti dell'area facoltativa ed extracurricolare saranno, invece, scelti dagli studenti secondo i propri interessi con un piano di studi personalizzato.
Sulla durata del corso liceale di quattro anni, sono già stati espressi giudizi negativi ed è probabile che, in sede di approvazione finale, si ritorni agli attuali 5 anni. Così pure l'insegnamento dell'educazione fisica dovrebbe essere obbligatorio per tutti gli studenti.
"Un percorso graduale e continuo di Istruzione/Formazione secondaria e superiore parallelo a quello di Istruzione secondaria e superiore, dai 14 ai 21 anni" e "ad esso pari in dignità culturale ed educativa" è senz'altro uno dei punti più importanti e rischiosi del Rapporto del GRL. Si ritorna forse al vecchio "avviamento professionale"? Non sembra essere questo l'intento finale. L'unica certezza consiste nei tre titoli che si potranno acquisire: Qualifica, Diploma di formazione secondario, Diploma professionale superiore.

Laurea specialistica per gli insegnanti
All'interno della Riforma della scuola non può certo mancare la formazione degli insegnanti ed in particolare quella iniziale. La Commissione Bertagna sottolinea il principio della "pari dignità ed ampiezza della formazione iniziale dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado", comprese quelle dell'infanzia. Per tutti è prevista la laurea specialistica finalizzata all'acquisizione  di "una formazione di livello avanzato per l'esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici". La formazione professionale dei docenti, come per le altre lauree specialistiche, consisterà in 300 crediti universitari. Al termine di questo percorso, al pari, ad esempio, delle lauree mediche, si acquisisce una laurea specialistica abilitante. Nel caso dell'insegnamento ciò avverrà per uno specifico grado scolastico o per una specifica classe di concorso nelle scuole secondarie. Sono previsti inoltre, nell'esercizio concreto della professione, altri 60/90 crediti di Laboratori e di Tirocini attivi, supervisionati dall'Università, da svolgere nei primi due anni di straordinariato professionale dei docenti.
Il coinvolgimento dell'Università è previsto anche per la "carriera"  dei docenti. Infatti dopo otto anni di servizio a tempo indeterminato un insegnante potrà accedere alla formazione universitaria, strutturata secondo teoria - tecnica - pratica, per diventare: figura di sistema o di staff (responsabili di progetti speciali, documentalisti...); docente aggregato (insegnante che confluisce in un albo che consente la chiamata diretta da parte delle scuole autonome); direttore della progettazione dei piani di studio di istituto; dirigente scolastico di rete.

Il rapporto finale del GRL, in tutti i suoi dettagli, è disponibile su Internet (www.istruzione.it) e nei prossimi mesi sarà anche all'esame di deputati e senatori perché il Ministro Letizia Moratti ha dichiarato che è compito del Parlamento varare una Legge per il Riordino dei cicli scolastici che si possa applicare fin dal prossimo anno scolastico. Ma al "mosaico" della Riforma mancano ancora dei tasselli: i nuovi organi collegiali, lo stato giuridico e il codice deontologico dei docenti, l'effettiva parità scolastica tra scuole statali e non, e il nuovo Esame di Stato. Su quest'ultimo punto, per quest'anno, è già intervenuta la Legge finanziaria che prevede Commissioni d'esame formate da soli insegnanti interni all'Istituto con un Presidente esterno.

Francesco Perez

 

 
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