Stefano Zamagni
Una lettura socio-economica della globalizzazione
L'approccio socio-economico a un fenomeno complesso, come la globalizzazione,
già osservato da altri punti di vista, ci aiuta a coglierne aspetti nuovi, in un
intreccio con dimensioni ritenute talvolta distanti, come quella etica.
L'A. mette in risalto tre caratteri peculiari della globalizzazione: la
destrutturazione delle attività produttive; l'aumento della ricchezza (che fa
diminuire la povertà assoluta, ma aumenta quelle relative); l'omologazione
culturale. Proprio per questo c'è da pensare a nuove modalità di intervento per
la politica, la quale non sembra avere attualmente strumenti adeguati per
controllare l'invadenza dell'economia. L'A. conclude auspicando creatività e
immaginazione, l'accoglienza del principio di sussidiarietà e la partecipazione
dei soggetti portatori di cultura a una società civile che punti a un pacifismo
non solo di testimonianza, ma istituzionale e transnazionale (RdT 43
[2002] 485-510)
Daniele Racca
Il dialogo interreligioso nel Magistero dopo il Concilio Vaticano II
Partendo da una disamina attenta dei più importanti documenti post-conciliari
sul rapporto tra cristianesimo e religione, l'A. si pone la domanda se la strada
innovativa percorsa dal Concilio abbia avuto nelle successive riflessioni
magisteriali una reale continuazione e uno sviluppo, o solo una sedimentazione e
un approfondimento. Stando all'A., la Chiesa ha progressivamente evidenziato
elementi positivi nelle varie religioni e, soprattutto con Giovanni Paolo II, ha
proclamato con vigore la necessità del dialogo. Nei documenti magisteriali,
tuttavia, permane una certa genericità nel riconoscimento degli elementi
positivi nelle altre religioni e una oscillazione tra questo riconoscimento e
l'affermazione tradizionale che la salvezza è legata all'appartenenza alla
Chiesa. L'A. auspica un ulteriore approfondimento tanto del concetto di "Chiesa
sacramento universale di salvezza", quanto della presenza e dell'azione dello
Spirito in questo lungo e faticoso percorso di mutuo riconoscimento e
accettazione (RdT 43 [2002] 511-537)
Raffaele Fontanella
La via al suicidio
La libertà di morire (del darsi o accelerare la propria morte), proclamata con
forza dal mondo laico, non è, secondo l'A. una libertà assoluta, perché sempre
condizionata da un contesto indipendente dall'individuo che compie la scelta,
che riduce e, a volte, elimina del tutto, le sue alternative. L'A. riconsidera
le culture antiche, che ritenevano disdicevoli la malattia e il decadimento
fisico. Posti in situazioni-limite, gli eroi della tragedia greca non possono
risolvere altrimenti il conflitto che li lacera. Per gli Stoici lo spazio di
libertà è acquisito con l'accettazione del Fato e, difatti, Seneca accetta di
buon grado il suicidio impostogli dall'Imperatore. Per Agostino uccidersi è
peccato. In contrasto con la cultura romana egli condanna, quindi, il suicidio
di una donna disonorata, ancorché innocente (Lucrezia). Quando però il suicidio
è nella forma di un donare la propria vita al posto di quella di un altro,
allora sia Agostino, sia la cultura cristiana in generale, apprezzano questo
gesto di offerta e di amore (RdT 43 [2002] 539-552)
Sergio Rendina
Discernimento e formazione alla vita consacrata. Al di là dell'ottimismo
ingenuo e del pessimismo moralistico
L'A. ritorna su argomenti ben noti alla sua esperienza di formatore, e si
concentra sul discernimento del giovane avviato alla vita consacrata, un
discernimento diverso dall'elezione e tuttavia ad essa collegato. Questo
discernimento, che non mira direttamente alla scelta di uno stato di vita,
dovrebbe valutare il giovane nella sua personalità complessiva, nel suo
desiderio di autenticità e di autorializzazione. In un confronto continuo con la
Parola esso è un'attenta disamina dei motivi e della portata del prospettato
dono di sé, che si intende realizzare in una vita consacrata (RdT 43
[2002] 553-576)
Andrea Vaccaro
Il dibattito attuale sulla coscienza nella filosofia della mente
L'esplodere, nell'ultimo scorcio del Novecento, delle neuroscienze e delle
tecnologie informatiche ha dato nuova linfa a tradizionali problematiche
filosofiche riguardanti i processi cognitivi e il misterioso fenomeno della
coscienza. L'A. offre un aggiornato quadro delle nuove tendenze che si vanno
delineando e chiama in causa, oltre alla filosofia anche la teologia per le
inevitabili, consistenti implicazioni che questi nuovi campi di indagine, pur
nella provvisorietà e molteplicità di posizioni non di rado contrapposte, fanno
emergere (RdT 43 [2002] 577-591)
Antonio Sabetta
Fondamento e fondamentalismi tra filosofia, teologia e religioni
La nota informa di un recente Convegno tenuto all'Università Lateranense.
Al fondamentalismo - che oppone società tradizionli e post-tradizionali
moderne, generando un conflitto tra modelli di società - va contrapposto il
fondamento, il cui appannamento conduce inevitabilmente alla frammentazione
della società, alla scomparsa del senso, all'imporsi degli estremismi.
Richiamando la storia della filosofia occidentale, l'A. osserva, che il
fondamento non ha ricevuto una formulazione univoca e, proprio per questo,
non può essere eluso il rimando all'esperienza religiosa e al sapere della fede
(RdT 43 [2002] 592-600)
Giuseppe Pirola
Tra audacia e sospetto. Uno studio su Joseph Maréchal
Viene presentato un volume collettaneo, curato da p. Paul Gilbert, della
Gregoriana, su l'opera filosofica di J. Maréchal. Con impostazione originale e
fuori da ogni intento celebrativo, l'A. coordina i numerosi apporti per mostrare
come il filosofo gesuita, ben consapevole della frattura tra chiesa e mondo in
epoca modernista, abbia lavorato non poco per un suo superamento, facendo
credito all'approccio critico kantiano, senza però rinunciare alle ricchezze
della tradizione, quella di Tommaso in particolare (RdT 43 [2002]
601-611)
Giuseppe Ferraro
La fede e il mondo secondo il card. Ratzinger
Si fa rifermento a un recente volume-intervista al card. Ratzinger. Attraverso
le risposte non solo si possono ripercorrere le tematiche più importanti del
credo cristiano, esposte in maniera semplice e chiara, ma si può cogliere anche
la ricca esperienza di fede di un indiscusso protagonista del nostro tempo (RdT
43 [2002] 612-617)
Recensioni
Sono recensiti volumi di: J. Arnould [S. Ferraro]; P. Bolognesi - L. De Chirico
[C. Marucci]; P. Carlotti [D. Pizzuti]; C.E.N. Cranfield [S.Bittasi]; G. Di
Gennaro - D. Pizzuti (edd.) [P. Varvaro]; G. Galasso - A. Valerio [Alda de
Luzemberger]; G. Gismondi [D. Pizzuti]; C.M. Martini [C. Marucci]; L. Orabona
[A. Marranzini]; G. Parotto [M. Imperatori]; G.C. Roscioni [M. Gioia];
Biancamaria Scarcia Amoretti [V. Poggi] (RdT 43 [2002] 619-638)