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Cicli
scolastici: atto terzo!
Informazioni su l'I.R.C.
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e l'IRC
A conclusione della
visita a Trieste del Ministro della Pubblica Istruzione, il vice
presidente dell'ANIR Manfredi Poillucci ha avuto un breve colloquio
venerdì 25 gennaio con l'on. Giuseppe Fioroni per sollecitare
l'attivazione del programma informatico che il ministero non ha ancora
inoltrato alle scuole per la ricostruzione di carriera degli IdR
immessi in ruolo. L'On. Fioroni, ricordando i precedenti incontri
intrattenuti negli ultimi mesi con la presidenza dell'ANIR, ha
acquisito la nota redatta in proposito ed ha assicurato il suo
interessamento per una rapida soluzione del caso.
Nell'occasione, è stato consegnato al ministro Fioroni l'ultimo numero
del quadrimestrale dell'ANIR, che riporta il suo intervento
all'assemblea nazionale svoltasi a Milano la scorso 6 ottobre, nel
quale è richiamata la risorsa degli insegnanti di religione
nell'analisi delle attuali problematiche della scuola.
Copia della rivista è stata presentata anche al direttore generale
dell'Ufficio scolastico regionale, dott. Ugo Panetta, al quale
Poillucci ha espresso l'apprezzamento dell'ANIR per la circolare
emanata in prossimità del termine della scadenza delle iscrizioni, con
la quale si richiama l'attenzione dei dirigenti scolastici del
Friuli-Venezia Giulia sull'osservanza delle norme di derivazione
pattizia in merito alla procedura per esercitare il diritto di
avvalersi dell'Irc o delle attività alternative, come ribadito dalla
CM n.110 del 14.12.2007, nonchè in riferimento ad un'equa collocazione
oraria dell'IRC, che non contravvenga al principio di non
discriminazione sancito dall'Intesa Cei-MPI, di cui al punto 2.1.a del
DPR 751/85. [Scarica
la Circolare]

Il Ministro Fioroni alla Camera in risposta
ad un'interrogazione dell'On. Alba Sasso
sulla questione IRC e crediti scolastici.
Tratto dall'interrogazione:
Sezione 3 - Misure per evitare discriminazioni in relazione all'applicazione
della recente ordinanza ministeriale in materia di svolgimento degli esami
di Stato)
SASSO. - Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso
che:
per la prima volta quest'anno la valutazione dell'ora di religione
concorrerà alla determinazione del credito per l'ammissione agli esami di
Stato;
i punti 13 e 14 dell'articolo 8 dell'ordinanza ministeriale in materia di
istruzioni e modalità per lo svolgimento degli esami di Stato specificano
che «i docenti che svolgono l'insegnamento della religione cattolica
partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe
concernenti l'attribuzione del credito scolastico»;
contro una simile impostazione c'è stato un ricorso promosso dal Centro
iniziativa democratica insegnanti, dal Comitato scuola e Costituzione,
dalla Tavola valdese e da altre associazioni; su di
esso si è poi espresso il tribunale amministrativo regionale del Lazio,
che con un pronunciamento del 23 maggio 2007 ha sospeso proprio i punti
sopra citati, rilevando una disparità di trattamento tra gli studenti che
si avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica e gli studenti
che non seguono né l'insegnamento religioso, né altre eventuali attività
sostitutive; dopo pochi giorni una sentenza del
Consiglio di Stato ha sospeso l'esecutività dell'ordinanza del tribunale
amministrativo regionale del Lazio per cui la frequenza dell'ora di
religione cattolica rientra nell'attribuzione del credito scolastico;
fu la Corte costituzionale a stabilire, in seguito alla normativa
definita dal nuovo Concordato del 1985, che l'insegnamento della religione
cattolica non può e non deve rappresentare in alcun modo una
discriminante. Ed oggi rischia di avvenire proprio questo: infatti gli
studenti che non si avvalgono dell'insegnamento di religione finirebbero
per essere penalizzati in termini di attribuzione del punteggio, anche
perché le attività alternative non sono obbligatorie;
un tale esito è inaccettabile in quanto impedirebbe la libertà di
coscienza e la stessa libertà religiosa, tutelata in Costituzione di tante
ragazze e ragazzi e la circolare in questione sembra ledere i principi sui
quali sono fondate le intese internazionali che regolano l'insegnamento
della religione cattolica nella scuola -: come il
Ministro interrogato intenda operare perché da questo atto amministrativo
non derivi una condizione lesiva e discriminatoria per studentesse e
studenti che, nella pienezza dei loro diritti e in applicazione della
normativa vigente, non si avvalgono dell'insegnamento della religione
cattolica. (3-01023)
(27 giugno 2007)
Tratto dal
resoconto stenografico:
ALBA SASSO. Signor Presidente, signor Ministro, da quest’anno la
valutazione della frequenza dell’ora di religione concorre a formare
credito per l’ammissione all’esame di Stato. Contro tale impostazione c’e`
stato un ricorso, promosso da varie associazioni, a seguito del quale il
TAR del Lazio ha disposto una sospensiva, rilevando una disparita` di
trattamento tra chi si avvale e chi non si avvale dell’insegnamento della
religione (ricordo che non e` obbligatoria la frequenza delle attivita`
sostitutive). L’esecutivita` dell’ordinanza del TAR e` stata quindi
sospesa da una sentenza del Consiglio di Stato.
Tutto cio` riteniamo possa
impedire una libera scelta circa il fatto di avvalersi o meno
dell’insegnamento della religione, e allo stesso tempo mette in
discussione la liberta` di coscienza e la stessa liberta` religiosa,
tutelata dalla Costituzione, per tante ragazze e tante ragazzi. Domando al
Ministro quali iniziative intenda porre in essere per i prossimi anni,
considerato che per quest’anno e` ormai troppo tardi.
PRESIDENTE. Il Ministro
della pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, ha
facolta` di rispondere.
GIUSEPPE FIORONI,
Ministro della pubblica istruzione. Signor Presidente, come e` noto
all’onorevole interrogante, il TAR del Lazio, con la pronuncia del 23
maggio 2007, ha accolto l’istanza di sospensiva dell’ordinanza
ministeriale n. 26, del 15 marzo 2007, sullo svolgimento degli esami di
Stato, che consentivano all’insegnamento della religione cattolica e delle
materie alternative di concorrere all’attribuzione del credito scolastico
nell’ambito del range di valutazione tra minimo e massimo del credito
scolastico attribuito allo studente.
Avverso il provvedimento in
questione il Ministero ha proposto appello al Consiglio di Stato, che in
data 12 giugno lo ha accolto, affermando che l’ordinanza impugnata reitera
essenzialmente nei suoi contenuti l’ordinanza ministeriale n. 90 del
maggio 2001, che in precedenza aveva gia` disciplinato la materia, e non
crea discriminazioni nei riguardi di chi se ne avvale, bensı` previene
l’insorgenza di una discriminazione a carico di coloro cui l’ordinanza del
TAR aveva pregiudizialmente impedito il concorso alla formazione del
credito.
Invero, l’ordinanza n. 26 del 15
marzo 2007, che prevede, ai commi 13 e 14 dell’articolo 8, la
partecipazione dei docenti di religione ai consigli di classe in relazione
agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento, e` analoga alla
disposizione prevista per i docenti delle attivita` didattiche alternative
all’insegnamento della religione cattolica, in relazione agli alunni che
abbiano seguito tali attivita`.
L’ordinanza e` conforme alla
legge 25 marzo 1985, n. 121, di ratifica ed esecuzione dell’Accordo, con
Protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta
modificazioni al Concordato lateranense, e alle specifiche intese
attuative tra lo Stato e la Conferenza episcopale italiana, rese esecutive
con decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1985, n. 751, e
con decreto del Presidente della Repubblica 23 giugno 1990, n. 202.
L’ordinanza ministeriale e` altresı` coerente con le sentenze della Corte
costituzionale n. 203 del 1989 e n. 13 del 1991.
L’insegnamento della religione
va valutato ai fini dell’attribuzione del credito scolastico, dal momento
che il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23
luglio 1998, n. 323, emanato in applicazione della legge n. 425 del 1997,
formalmente riconosce, ai fini della valutazione del credito, il grado di
preparazione complessiva raggiunto da ciascun alunno nell’anno scolastico
in corso con riguardo al profitto, e tenendo in considerazione anche l’assiduita`
della frequenza scolastica, ivi compresa, negli istituti ove e` prevista,
la frequenza dell’area di progetto, l’interesse e l’impegno nella
partecipazione al dialogo applicativo, alle attivita` complementari e
integrative e ad eventuali crediti formativi.
Non va trascurato che ai fini
della valutazione del credito scolastico puo` essere valutato anche lo
studio individuale, secondo quanto stabilito nell’ordinanza del Ministro
della pubblica istruzione n. 26 del 15 marzo 2007, articolo 8 comma 14.
Se non fosse riconosciuta la
partecipazione del singolo discente all’attivita` didattica si finirebbe
per alterare il sistema attuale che prevede la valutazione ed il
riconoscimento come credito...
PRESIDENTE. La prego di
concludere, Ministro Fioroni.
GIUSEPPE FIORONI,
Ministro della pubblica istruzione..... dell’impegno posto dall’allievo in
ciascuna delle attivita` svolte.
Viceversa, si sarebbe rischiato
di pregiudicare significativamente la maggioranza degli studenti che hanno
optato per l’insegnamento della religione cattolica o per le attivita`
alternative e che, dunque, vantano una legittima aspettativa che tali
attivita` possano essere valutate in sede di attribuzione del credito
scolastico come concorrenti con altri crediti formativi che nelle nostre
scuole vengono quotidianamente valutati.
PRESIDENTE. La deputata
Sasso ha facolta` di replicare per due minuti.
ALBA SASSO. Signor
Presidente, credo che, aggiungendo sentenza a sentenza, complichiamo una
questione molto semplice. L’insegnamento della religione cattolica – come
stabilı` la Corte costituzionale in seguito al nuovo Concordato del 1985 –
non deve essere in alcun modo discriminante. Vogliamo forzare questa
intesa internazionale – se cosı` posso dire – che regola l’insegnamento
della religione cattolica ? Dieci anni fa si stabilı` che chi non
frequenta l’ora di religione non e` obbligato a svolgere un’altra
attivita` e, quindi, non puo` essere valutato: vogliamo tornare indietro
anche su questo, oppure lasciare ai ragazzi e alle ragazze la liberta` di
scegliere se avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica
senza condizionamento alcuno ?
Credo che oggi piu` che mai,
signor Ministro, il compito della scuola sia di guardare avanti, di
valorizzare il pluralismo, l’uguaglianza delle opportunita` e costruire
incontro e confronto, formare insieme un’etica pubblica rispettosa delle
scelte e delle fedi di ognuno. Mi preoccupa allora ogni arroccamento, ogni
ritorno indietro che non rende la scuola piu` autonoma e piu` libera. A
meta` Ottocento un liberale come Cavour parlava di libera Chiesa in libero
Stato; forse ogni tanto varrebbe la pena ricordarlo (Applausi dei deputati
del gruppo Sinistra Democratica. Per il Socialismo europeo).
Atti Parlamentari — 22 —
Camera dei Deputati
XV LEGISLATURA — DISCUSSIONI
— SEDUTA DEL 27 GIUGNO 2007 — N. 178
Fonte: camera.it
 Convegno a Roma dal 4 al 7
marzo 2007 per i direttori e responsabili dell’Irc sul tema “La formazione
in servizio per una professionalità competente”
Si è tenuta a Roma dal 4 al 7 marzo il convegno per i
direttori e responsabili dell’Irc sul tema “La formazione in servizio per
una professionalità competente”. Il primo intervento è stato di S.E. Mons.
Diego Coletti, Vescovo di Como e Presidente della Commissione Episcopale
per l’educazione, la scuola e l’università, e l’intervento dell’On.
Giuseppe Fioroni, Ministro della Pubblica Istruzione.
Apprendiamo dal sito ufficiale
della Cei che questo incontro nazionale ha affrontato “il tema della
formazione in servizio degli insegnanti di religione come fattore
determinante per la persona degli Idr e per la stessa disciplina dell’Irc.
Il convegno si articola in tre momenti: il primo intende portare
all’attenzione dei partecipanti quanti si sta facendo a livello diocesano;
il secondo promuove una riflessione critica sugli esiti della formazione
in servizio e l’eventuale ricaduta sulla formazione degli Idr; il terzo
vuole essere un momento propositivo per giungere, sulla base di quanto si
sta facendo e delle considerazioni che emergeranno nell’incontro, ad
alcune proposte educative” (fonte: www.chiesacattolica.it).
Tra i partecipanti al convegno
il prof. Italo Fiorin, docente di didattica generale alla Lumsa di Roma;
Sergio Cicatelli, dirigente scolastico del Liceo Scientifico “B. Croce” di
Roma; Mons. Franco Giulio Brambilla, docente di antropologia teologica e
preside presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale; Maria
Teresa Moscato, ordinario di pedagogia generale all’Università di Bologna;
Paola Buttignol, Idr presso l’istituto superiore comprensivo di
Spilinbergo.
In evidenza per tutta la
categoria, gli interventi del ministro Fioroni che ha affermato che i
professori di religione «sono insegnanti statali a tutti gli effetti e
hanno pari dignità con i loro colleghi delle altre discipline».
Dal sito di Avvenire apprendiamo
inoltre che il ministro affrontando i temi dell’«emergenza educativa», ha
sottolineato che l'insegnamento della religione cattolica può «dare un
valido contributo» alla soluzione. Ed ancora su Avvenire leggiamo:
L'irc, infatti, «immette in un panorama di competenze tecniche quei valori
fondamentali, indispensabili per la civile convivenza». Di qui, dunque, la
sua promessa di «potenziare lo stato giuridico dei prof di religione», di
predisporre quanto prima «l'immissione in ruolo del terzo contingente dei
3060 vincitori di concorso», di studiare «l'opportunità di un secondo
concorso nelle regioni in cui non si raggiunge la prevista quota del 70%
degli insegnanti di ruolo» e di risolvere la questione della scheda di
valutazione.
«Ad un insegnamento cui si
riconosce una forte valenza culturale, educativa ed esistenziale - ha
ricordato Fioroni - deve corrispondere un docente organicamente inserito
nei ruoli della scuola e non più soggetto ai caroselli degli incarichi
annuali». Per questo, mentre prosegue il lavoro del tavolo paritetico
sulla «mobilità (trasferimento) degli insegnanti di ruolo da una diocesi
all'altra» e sul modo di «superare il rilascio di una nuova idoneità da
parte del vescovo diocesano che accoglie», Fioroni ha assicurato: «Faremo
il possibile per estendere agli insegnanti di religione tutti i
diritti-doveri degli altri insegnanti, sempre in un'azione condivisa con
la Cei».
Un «ulteriore impegno comune
- ha proseguito il ministro - è quello che riguarda la revisione
dell'Intesa sui titoli di accesso all'insegnamento, a seguito della
riforma dei corsi universitari».
Infine, sollecitato anche
dalla platea, l'esponente di governo è tornato sulla questione della
valutazione dei ragazzi (e sono la stragrande maggioranza, il 91,6 per
cento, secondo gli ultimi dati) che si avvalgono dell'Irc. «Il ministero -
ha ricordato Fioroni, con una circolare del 2005 aveva consentito
l'inserimento della disciplina nella scheda di valutazione. Il Tar, però,
su tale questione ha dato la sospensiva», per cui a tutt'oggi si aspetta
un pronunciamento definitivo. Nell'attesa, ha ricordato il ministro, «so
che nell'ultimo incontro del Tavolo paritetico avete affrontato la
questione di come l'insegnamento della religione, seguito da un alunno con
profitto, possa essere un elemento da tenere in considerazione per
l'attribuzione del credito scolastico agli studenti delle superiori. Se
non è possibile inserire questa norma nel Regolamento - ha assicurato
Fioroni - vedremo di inserirla nella prossima ordinanza sugli scrutini ed
esami».
Un'altra domanda ha
riproposto l'annosa questione dell'«ora del nulla», cioè della mancanza di
alternativa all'Irc per coloro che scelgono di non avvalersene.
«L'adesione all'ora di religione è quasi plebiscitaria - ha risposto
Fioroni - e questo conferma che gli insegnanti di religione sono nella
scuola quel lievito pedagogico cui tutti - colleghi e studenti - possono
attingere. Ciò non di meno bisognerà mettere mano anche a questo aspetto e
so che esistono diverse proposte di legge per istituire un'ora di storia
delle religioni per coloro che non scelgono questo insegnamento».
Infine il ministro ha messo
in rilievo l'importanza della formazione in servizio dei professori (tema
principale dell'incontro nazionale) e ha accennato alla necessità di
operare in rete - scuola, famiglia, istituzioni religiose - per
l'educazione delle giovani generazioni. «La formazione in servizio deve
essere continua e organica», ha detto in riferimento al primo tema. «Di
fronte al bullismo - ha aggiunto in riferimento al secondo argomento - non
bisogna cedere alla tentazione di girarsi dall'altra parte, ma occorre
intervenire adeguatamente» (fonte: www.avvenire.it).

Portfolio delle competenze e IRC: le
precisazioni del Ministro
Con la nota n. 5596 del 12 giugno
2006, il Ministro ha precisato che "le istituzioni
scolastiche dovranno redigere, per gli alunni che si sono avvalsi di tale
insegnamento, la speciale nota prevista dall'art. 309 del Testo Unico, di
cui al decreto legislativo n. 297/1994 e soprassedere dalla compilazione
della 'biografia con narrazione delle esperienze
significative dell'alunno', di cui alla sezione c
(parti consigliate), lettera b, della modulistica allegata alla circolare
n. 84/2005. Tanto in esecuzione delle ordinanze di sospensiva emesse dal
TAR del Lazio in data 1.02.2006 e in data 15.03.2006".
Fonte: Istruzione.it

Informazioni su l'I.R.C.
> Dal Ministero > Varie
Pubblicata
l'ordinanza ministeriale sulla mobilità per gli Insegnanti
di Religione (27 febbraio 2008)
Leggi il
documento
DETRAZIONE
SPESE AUTOAGGIORNAMENTO E FORMAZIONE
La legge finanziaria (art. 1 comma 207) ha stabilito che per l’anno 2008 i
docenti delle scuole di ogni ordine e grado, anche non di ruolo purché con
incarico annuale, potranno recuperare il 19% delle spese sostenute per
l’autoaggiornamento e per la formazione, documentate ed effettivamente
rimaste a carico, fino a un massimo di € 500,00 con la dichiarazione dei
redditi (Mod. 730 o Mod. Unico) che verrà presentata nel 2009.
Articolo 1 comma 207
“Per l’anno 2008 ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado, anche non
di ruolo con incarico annuale, ai fini dell’imposta sul reddito delle
persone fisiche, spetta una detrazione dall’imposta lorda e fino a
capienza della stessa nella misura del 19% delle spese documentate
sostenute ed effettivamente rimaste a carico, fino a un massimo delle
stesse di € 500,00, per l’autoaggiornamento e per la formazione”.

Informazioni su l'I.R.C.
> Dal Ministero >
Anno Scolastico 2007/2008
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