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 Anno scolastico 1999-2000

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 Anno scolastico 2002-2003

Il Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana riunito a Roma dal 16 al 19 settembre 2002 ha approvato "l’istituzione del “Servizio Nazionale per l’insegnamento della religione cattolica” che andrà a sostituire lo specifico “Settore” finora operante nell’Ufficio Catechistico Nazionale. Si intende così offrire un servizio più puntuale alla materia, che richiede competenze pedagogiche e giuridiche specifiche, rispetto a quelle puramente catechistiche o scolastiche. Esso opererà in sintonia con l’Ufficio catechistico e l’Ufficio per l’educazione, la scuola e l’università. Questa articolazione a livello nazionale non modifica di per sé la situazione a livello diocesano, ove occorre tener conto della tradizione e delle risorse esistenti; a livello regionale si è già chiesto che ci sia un responsabile unico per la pastorale della scuola e per l’insegnamento della religione cattolica".
Nello stesso contesto è stato eletto
Don Giosuè Tosoni, della diocesi di Concordia - Pordenone, come Responsabile del Servizio Nazionale per l’insegnamento della religione cattolica.

Fonte: chiesacattolica.it

Irc, Messaggio della Presidenza Cei

Insegnamento religione cattolica:"Scelta matura che riguarda tutti: ragazzi e famiglie, docenti e dirigenti"

 

L’anno scolastico 2002-03 è già iniziato, ancora una volta carico di attese per una riforma da tutti desiderata, ma che incontra non poche difficoltà a decollare. Si avvicina, per famiglie e ragazzi, la scadenza dell’iscrizione all’anno successivo e quindi della scelta di avvalersi dell’insegnamento della Religione cattolica. Come per il passato noi la raccomandiamo, perché sia confermata da parte di chi l’ha già effettuata e venga presa in considerazione da parte di chi non l’aveva fatto per il passato. Avvalersi di tale insegnamento ha un grande valore, personale e sociale. Fare una scelta matura riguarda tutti: ragazzi e famiglie, docenti e dirigenti. Deve trovare attenta anche la comunità ecclesiale, consapevole dell’importanza della scuola per la formazione della persona e del suo patrimonio culturale.

Il fatto che un’altissima percentuale di famiglie e di ragazzi scelga di avvalersi dell’insegnamento della Religione cattolica non può che rallegrarci; ma vorremmo che questo insegnamento potesse raggiungere tutti. è un’opportunità offerta anche ai non credenti o ai credenti di altre religioni – molti dei quali arrivati in Italia da altri paesi –, per un serio confronto con una tradizione, quella cattolica, ricca di riferimenti storici, artistici, linguistici, di costume nella cultura italiana. Tale tradizione ha contribuito alla costruzione di una società che, proprio dal rispetto dei valori sui quali si è sviluppata nel tempo, può trarre motivazioni e orientamenti per creare condizioni di serena accoglienza a nuove forme di pensiero e di vita.

Ci sono poi le attese, le paure e i tanti interrogativi dei bambini e ancor più dei ragazzi, che fatti incresciosi, troppo di frequente, pongono all’attenzione della cronaca. Su di essi spesso cala un silenzio di rimozione; si lascia che siano i mass media di larga diffusione a offrire, dopo aver presentato l’accaduto in maniera spettacolare, fragili tentativi di comprensione e inadeguate proposte di intervento. Assieme alla famiglia e alla comunità cristiana la scuola – e in essa l’insegnamento della Religione cattolica – deve poter svolgere un ruolo determinante nell’azione educativa.

Dall’incontro con la persona e l’opera di Gesù Cristo, trasmessa e testimoniata lungo i secoli dalla Chiesa cattolica, e in essa ancora oggi viva e offerta a tutti, possono maturare nelle nuove generazioni risposte vere ai loro più profondi interrogativi. L’insegnamento della Religione cattolica, offerto da insegnanti ben preparati, anche sotto l’aspetto della relazione, e in costante aggiornamento, è un’opportunità unica da non lasciar cadere, anzi da valorizzare “minuto per minuto”.

Ai dirigenti scolastici, agli insegnanti di Religione cattolica e a tutti gli altri insegnanti esprimiamo viva gratitudine per un’attività che li espone in prima linea nella costruzione di una società che sappia rinnovarsi rimanendo fedele al suo passato. Essi offrono un contributo importante nella costruzione di una “città dell’uomo”, in cui la presenza del patrimonio religioso cattolico sia avvertita in tutta la sua rilevanza, per la formazione di un’umanità che nel volto di Cristo riscopre i suoi lineamenti più veri.

Roma, 7 dicembre 2002.

La Presidenza
della Conferenza Episcopale Italiana

Fonte: chiesacattolica.it

Discorso di Ruini in apertura dell'Assemblea generale della Cei e Stato giuridico degli insegnanti di religione.

A pochi giorni dall'apertura del dibattito in Senato sul DdL per lo Stato giuridico degli insegnanti di religione, il cardinal Ruini aprendo i lavori della 51^ Assemblea generale della Cei che si terrà a Roma tra il 19 e 23 maggio 2003, ha auspicato che tale disegno di legge "sia definitivamente approvato al più presto, in modo da poter essere in vigore già per il prossimo anno scolastico".

In particolare il cardinale ha affermato:
Il disegno di legge sullo stato giuridico degli insegnanti di religione approvato dalla Camera dei Deputati il 5 dicembre consentirà il pieno inserimento scolastico di una benemerita categoria di docenti, in grande maggioranza laici, nel rispetto del giusto equilibrio tra le esigenze dello Stato e la specificità dell’insegnamento della religione cattolica, di cui risulterà così confermato il carattere pienamente scolastico. Confidiamo che questo provvedimento, atteso da tanto tempo, sia definitivamente approvato al più presto, in modo da poter essere in vigore già per il prossimo anno scolastico.

Fonte: chiesacattolica.it

Infomazioni su l'I.R.C. > Dalla CEI > Anno Scolastico 2003-2004

Anno scolastico 2003-2004

In data 23 Ottobre 2003 S.Em.za Card. Camillo Ruini e il Ministro Letizia Moratti hanno sottoscritto gli “Obiettivi specifici” per l’IRC nella Scuola dell’Infanzia e nella Scuola Primaria. Riportiamo il comunicato stampa congiunto che è stato pubblicato.

Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Conferenza Episcopale Italiana
 
Comunicato Stampa

Il Card. Camillo Ruini e il Ministro Letizia Moratti

sottoscrivono gli  “Obiettivi specifici” per l’IRC

nella Scuola dell’Infanzia e nella Scuola Primaria

(Roma, 23 ottobre 2003) Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), S. Em. il Card. Camillo Ruini, e il Ministro dell' Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), Dott.ssa Letizia Moratti (presenti l'On. Valentina Aprea, sottosegretario al MIUR; S. E. Mons. Giuseppe Betori, segretario generale della CEI; dirigenti e funzionari Il del MIUR e addetti del Servizio Nazionale per l'Insegnamento della Religione Cattolica presso la CEI), giovedì 23 ottobre alle ore 12.00, presso la sede del MIUR hanno sottoscritto gli "Obiettivi specifici di Apprendimento per l'Insegnamento della Religione Cattolica (IRC)" della Scuola dell'Infanzia e della Scuola Primaria. Frutto di un lungo lavoro di preparazione, che ha tenuto conto degli Obiettivi specifici delle altre discipline e soprattutto del "Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (6-14 anni)", essi esprimono una adeguata corrispondenza agli orientamenti didattici proposti dalle "Indicazioni nazionali", senza perdere di vista la specificità dell'IRC.

Questi Obiettivi specifici si collegano ai "Programmi" in vigore (rispettivamente del 1986 e del 1987), firmati a seguito della revisione del Concordato (1984) e dell'Intesa (1985; 1990). Tali programmi hanno determinato un IRC in grado di esprimersi in maniera sempre più compiuta sia per i contenuti che per la didattica messa in atto, compresa la sperimentazione CEI attivata dal 1998 in poi -. Si rendeva necessario però mettere l'IRC al passo con la Riforma scolastica in atto, diventata legge il 23 marzo scorso. Gli accordi concordatari contemplavano la possibile modifica dei programmi, da farsi d'intesa fra le parti (Protocollo addizionale, punto 5, lettera b, n.1). Con questo primo accordo si perviene alla definizione degli obiettivi per la Scuola dell'Infanzia e per la Scuola primaria, in attesa delle ulteriori definizioni per la Scuola secondaria di primo grado e di secondo grado. Si tratta di un passo decisivo per assicurare il pieno collegamento tra IRC e riforma della Scuola, esigito da un IRC che vuole essere a tutti gli effetti inserito nella Scuola, ma richiesto anche dalla stessa riforma scolastica che propone una didattica dove la convergenza fra le discipline, per un'attività interdisciplinare, è uno degli aspetti qualificanti.

A questo risultato si è giunti dopo una intensa attività di sperimentazione attivata dal 1998 ad oggi e grazie all'apporto di vari esperti coinvolti dal Servizio Nazionale della CEI per l'IRC fin dal novembre 2002. La collaborazione fra MIUR e CEI intende favorire la "Convivenza civile", "il conseguimento di una formazione spirituale e morale" e lo " sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale" che la Riforma considera scopi principali della "comunità" Scuola e a promuovere un IRC ancora più inserito nella Scuola e più efficace nella sua proposta educativa, in modo che tale insegnamento aiuti in maniera decisiva i bambini ed i ragazzi a costruirsi una vita ben riuscita, dentro una prospettiva ricca di senso.

Fonte: chiesacattolica.it

Messaggio sull'Insegnamento della religione cattolica per l'anno scolastico 2004/05

L’anno scolastico 2003-2004 è ormai iniziato da alcuni mesi e ci propone un tempo di grandi prospettive, ma anche di grandi timori. Abbiamo bisogno di trovare nuove ragioni di vita, alle quali la scuola può dare un contributo singolare. Le attese e le speranze degli uomini e delle donne, di ieri e di oggi, sono invito pressante perché Gesù e il suo messaggio di salvezza siano annunciati all’umanità intera. Il Signore Gesù ha inaugurato il tempo dell’accoglienza e della pace per tutti: persone e famiglie, popoli e nazioni. Il Crocifisso pone in evidenza proprio questa prospettiva: per i credenti esso è il segno più grande ed eloquente dell’amore che Dio Padre ha manifestato nel suo Figlio fatto uomo; per i credenti di altri religioni e per i non credenti esso è una espressione viva e alta del dono di sé e del perdono.
L’insegnamento della religione cattolica nella scuola ha lo scopo di favorire la conoscenza e il confronto con il cristianesimo. Intende aiutare i cristiani, i cattolici in particolare, ad approfondire la loro appartenenza religiosa; nello stesso tempo si rivolge a quanti cristiani non sono, o perché seguono altre religioni o perché si professano non credenti, a confrontarsi lealmente con la religione che ha contribuito in maniera significativa a dare all’Italia un volto e un’identità.
I cambiamenti in atto nel nostro Paese, dei quali la scuola si fa interprete per un dialogo propositivo, capace di integrare persone e culture, passato e presente, non ridimensionano la validità di tale insegnamento, ma richiedono piuttosto che esso venga svolto in maniera ancora più partecipata e coinvolgente. Nessun alunno e nessuna famiglia dovrebbero privarsene a cuor leggero. Il confronto con la religione cattolica è infatti occasione per una verifica critica e costruttiva su valori universali, la cui condivisione è decisiva per dare un volto nuovo alla società italiana.
La competenza degli insegnanti di religione, avvalorata dalla recente legge concernente il loro stato giuridico, l’adesione di massa a tale insegnamento (scelto da oltre il 92% di coloro che possono avvalersene), l’esigenza di capire meglio il nostro tempo per molti versi dispersivo e frammentato, gli interrogativi che stanno alla base di ogni religione sono tutti elementi che favoriscono un accostamento puntuale e completo alla religione cattolica, in collaborazione costruttiva con le altre discipline e saperi, specialmente con l’educazione alla convivenza civile, in vista di una effettiva crescita degli alunni.
Queste considerazioni raccomandano da sé una scelta ancora più ampia di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. Si tratta di un gesto di consapevolezza che coinvolge i ragazzi e le famiglie, i docenti e i dirigenti e che deve trovare attenta e interessata la comunità ecclesiale.
Esprimiamo la più sentita gratitudine a quanti ai vari livelli sostengono tale insegnamento: a tutti gli operatori della scuola e a quanti sovrintendono alla sua attività, agli uffici scolastici regionali e diocesani, alle associazioni di categoria, ai sindacati, agli autori dei libri di testo, ecc. Soprattutto siamo grati agli insegnanti di religione che, con passione educativa, accompagnano alunni e famiglie negli itinerari di formazione umana, aperta a una consapevole e libera scelta di fede, dono da accogliere, custodire e far fruttificare.
Nel ricordare che il 23 ottobre 2003 è stata sottoscritta l’Intesa che ha formulato i nuovi Obiettivi specifici di apprendimento per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria, vogliamo sottolineare che tale evento evidenzia ancora di più come l’insegnamento della religione cattolica sia parte viva della scuola e della sua proposta educativa e intendiamo riaffermare altresì l’impegno della comunità ecclesiale a essere presente nella scuola per servire la vocazione trascendente della persona e il suo anelito di libertà, di giustizia, di pace.

Roma, 6 dicembre 2003

LA PRESIDENZA DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIA


S.Em.za il Card. Camillo Ruini e il Ministro Letizia Moratti hanno sottoscritto, in data 26 maggio 2004 gli "Obiettivi Specifici di Apprendimento per la Scuola Secondaria di Primo Grado". Riportiamo il comunicato stampa congiunto che è stato pubblicato.

Il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), Sua Em.za il Card. Camillo Ruini, e la Dott.ssa Letizia Moratti, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), mercoledì 26 maggio 2004 alle ore 9.30, presso l’Aula Magna della sede della Conferenza Episcopale Italiana, si sono incontrati per sottoscrivere l’Intesa sugli “Obiettivi specifici di apprendimento per l’insegnamento della religione cattolica (IRC)” nella Scuola secondaria di primo grado. Alla firma hanno presenziato S.E. Mons. Giuseppe Betori, Segretario Generale della CEI, dirigenti e personale del MIUR che hanno collaborato alla stesura degli Obiettivi, gli addetti al Servizio Nazionale per l’IRC presso la CEI e i rappresentanti regionali degli Uffici diocesani per l’IRC. Per l’elaborazione degli Obiettivi specifici sono stati tenuti presenti il “Programma di insegnamento della religione cattolica” in vigore per questo grado di scuola dal 1987, la sperimentazione attivata dalla CEI negli anni 1998-2000 che ha coinvolto molte scuole, il “Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (6-14 anni)” e gli Obiettivi specifici di apprendimento delle altre discipline.

La firma dà attuazione a quanto previsto dall’Accordo di revisione del Concordato lateranense del 18 febbraio 1984, che prevede la possibilità di adeguare i programmi dell’IRC d’intesa tra le parti (Protocollo addizionale, punto 5, lettera b, n.1). L’odierno atto, che riguarda la Scuola secondaria di primo grado, fa seguito alla firma congiunta degli Obiettivi specifici della Scuola dell’infanzia e della Scuola primaria, del 23 ottobre 2003, e completa l’adeguamento dell’IRC ai nuovi ordinamenti scolastici per tutto il primo ciclo. Restano da predisporre gli Obiettivi specifici per la Scuola secondaria di secondo grado, per i quali le parti assicurano l’impegno congiunto in vista di una sollecita elaborazione. Questi Obiettivi specifici sono frutto di un’ampia collaborazione tra funzionari del Ministero e responsabili degli uffici della CEI, con l’ausilio di esperti e il confronto con insegnanti di religione cattolica, e rappresenta un ulteriore passo avanti per il pieno inserimento dell’IRC nel cammino di rinnovamento della scuola in Italia. In questo modo anche l’IRC, nella propria specificità, potrà dare un significativo contributo per favorire la “convivenza civile”, che la riforma in atto considera come uno degli scopi principali della comunità-scuola.

Fonte: chiesacattolica.it

 

 Lettera circolare ai responsabili diocesani per l'IRC (luglio 2004):

- Considerazione generale sul Concorso
- Adempimenti a seguito del Concorso
- Aggiornamento in servizio
- Idr di sezione e di classe
- Irc e Scuola cattolica
- i Responsabili IRC di fronte alle esigenze di cambiamento
- Moduli procedure immissione in ruolo degli Idr

Scarica il testo in formato .pdf

Fonte: chiesacattolica.it

Infomazioni su l'I.R.C. > Dalla CEI > Anno Scolastico 2004-2005

Anno scolastico 2004-2005

Corso riservato ai direttori diocesani per l'IRC:
Taranto 2005

L’Insegnante di religione uomo di scuola e di chiesa, e di scuola a tutto campo – da quella statale a quella cattolica – in un contesto di grande cambiamento e di mutamenti radicali, in modo che Irc e insegnante di religione siano “una risorsa per la scuola stessa e per la chiesa”, come ha richiamato don Giosuè Tosoni, direttore dell’Ufficio per l’Irc della Cei. Di questo si è discusso durante la prima giornata dell’incontro nazionale dei direttori e responsabili diocesani organizzato dallo stesso Ufficio a Taranto, sul tema L’Irc dentro il cambiamento.

Anzitutto la scuola cattolica, per la quale valgono gli stessi obiettivi specifici di apprendimento (Osa) della scuola statale e nella quale l’Irc è scelta di fondo – come hanno ricordato Mons. Michele Seccia, Vescovo delegato per educazione, scuola, Irc e università della Conferenza episcopale pugliese e don Aldo Basso, assistente spirituale della Fism – durante la mattinata.

Il contesto di cambiamento richiama difficoltà e problemi, perché percorrere vie nuove e ancora inesplorate porta inevitabilmente a scontrarsi con situazioni e prospettive sconosciute, come ha precisato Sergio Cicatelli, esperto Cei per le questioni giuridiche. Permanendo il radicamento concordatario, la legge 186/2003 ha introdotto la novità del ruolo per gli insegnanti di religione: la situazione che ne consegue – secondo Cicatelli – è una nuova “pariteticità dei due contraenti” (ordinario diocesano da una parte, e autorità scolastica – il dirigente scolastico regionale e non più il semplice dirigente scolastico – dall’altra) nella gestione delle nomine in relazione al nome del docente, al posto e all’orario di servizio.

Cambiamento indica anche la necessità di “motivazioni spirituali” forti, come ha ricordato ancora Mons. Seccia, per essere attenti e pronti a cogliere e gestire il cambiamento scolastico.

Nella formazione in servizio, gli insegnanti (compresi quelli di religione) devono essere “soggetti protagonisti in prima persona e non consumatori passivi di strategie decise da altri soggetti personali o istituzionali”, come ha ricordato in una lettera la sottosegretaria Valentina Aprea. Lungo la stessa prospettiva si è mosso Luigi Calcerano, dirigente del ministero dell’istruzione, ricordando che anche la formazione degli insegnanti di religione è anzitutto questione relativa alla formazione di adulti in condizione di lavoro. Operare in questa direzione, come ha ricordato Calcerano, , significa mettere in collegamento – questa è stata la scelta del ministero – la formazione in presenza, in un’aula scolastica con un docente tutor, con quella on-line attraverso internet. Le esperienze sino a qui accumulate, attraverso l’attività di Indire (l’ex-Biblioteca di documentazione pedagogica di Firenze) in collaborazione con università e associazioni professionali disciplinari, Irc compresa, mostrano che si possono raggiungere risultati significativi, per quantità di operatori coinvolti e per livelli di soddisfazione di coloro che vi hanno preso parte. Una strada lungo la quale proseguire anche con gli insegnanti di religione nei prossimi anni.

I partecipanti al Corso per Direttori e responsabili diocesani dell’insegnamento della religione cattolica, in svolgimento a Taranto, si sono confrontati in gruppi di lavoro (a partire dalla dimensione territoriale regionale) per definire – dal loro punto di osservazione, che si gioca anche nell’incontro e nella collaborazione con l’autorità scolastica – problemi o chance in questo tempo di cambiamento. Se alcuni punti della riforma Moratti sono stati colti come bisognevoli di ulteriori chiarimenti e precisazioni (per cui è sentita l’esigenza di maggiore chiarezza), i partecipanti hanno anche indicato le grosse novità e opportunità che essa presenta, come la centralità della persona in formazione, che rilancia l’Irc e il suo servizio alla crescita degli allievi.

Con una relazione fondamentale, e fondante, don Orioldo Marson – Direttore dell’Istituto superiore di scienze religiose di Portogruaro (VE) – ha presentato la figura e i compiti dell’Insegnante di religione oggi, che – dopo l’ingresso in ruolo – è presente “senza complessi ma anche senza protezioni”. Sullo stesso piano degli altri docenti, “galantuomini” che lavorano nella scuola a suo servizio e – ha ricordato Marson – costituiscono il suo capitale umano fondamentale. Il compito che li qualifica è l’educazione intellettuale a partire da criteri di valore, in dialogo con i genitori, in un contesto di società postmoderna che vede un “ritorno all’educazione”. Sono coloro che si giocano come professionisti nella scuola, sul piano culturale ed educativo, come diceva Hetty Hillesum, “al cento per cento”. Infatti “attraverso la sua professione, l’insegnante diventa testimone nella scuola”. Il docente di religione è “uomo della sintesi sul piano della mediazione culturale”, ha precisato Marson, perché aiuta i ragazzi a fare sintesi personali e libere – a cercare e trovare senso – per diventare uomini o donne unici ed originali, irripetibili e capaci di misurarsi con le esigenze e le domande del nostro tempo.

Durante il convegno è emersa più volte l’esigenza di valorizzare beni artistici e culturali: non è quindi un caso che il pomeriggio sia stato utilizzato per visitare le bellezze di Alberobello, concluso poi con la celebrazione eucaristica presso la Basilica Santuario dei santi Cosma e Damiano presieduta da Mons. Domenico Padovano, Vescovo di Conversano e Monopoli.

Il convegno dei Direttori degli uffici Irc è continuato, a Taranto, con la relazione di Giorgio Chiosso, che ha collocato la persona al centro della scuola come istituzione. La personalizzazione, questione tanto discussa della legge di riforma Moratti, prevede che l’allievo costituisca la preoccupazione fondamentale e fondante della scuola: da qui lo spostamento di attenzione da come si insegna a come si apprende. Cioè il passaggio dalla centralità dei mezzi e delle tecniche di insegnamento, delle impostazioni aziendalistiche per produrre efficienza (con il rischio – enorme – dello scadimento efficientista), alle pratiche virtuose che valorizzano ogni possibile prospettiva di apprendimento dell’allievo. Da come si insegna a come si apprende. In questa direzione, allora, le discipline – prima importanti – divengono strumenti funzionali alla crescita dell’allievo.

Diviene centrale la questione del senso in prospettiva educativa. Ne consegue l’importanza dell’Irc e della cultura religiosa che la qualifica come disciplina scolastica, a fianco delle altre culture e discipline presenti nel curricolo scolastico.

Secondo Chiosso, oggi “i giovani continuano a guardare agli adulti perché hanno bisogno di riferimenti”. Questa responsabilità educativa tocca agli insegnanti in quanto “la scuola ha bisogno di adulti di riferimento”.

La sfida dei prossimi anni, che la scuola non potrà non raccogliere, è quindi quella educativa, giocata a tutto campo. Per questo, ai docenti – e tra loro anche agli Idr – è affidato il compito più arduo, per il quale è indispensabile imparare a lavorare insieme. Se nella scuola dell’infanzia, nella primaria e nella secondaria di primo grado esiste una certa abitudine consolidata, per la secondaria superiore le carte sono tutte da giocare. Come dire che il futuro della scuola è nelle mani della formazione degli insegnanti. Anche degli Idr.

 Anno scolastico 2006-2007


Il contributo dell'insegnamento della religione cattolica nella scuola italiana: il comunicato finale dei lavori del Consiglio Episcopale Permanente di marzo 2007.

Mons. Betori, Segretario Generale della CEI, ha presentato il 3 aprile 2007 in conferenza stampa il comunicato finale dei lavori del Consiglio Episcopale Permanente che si è riunito a Roma dal 26 al 29 marzo 2007. In esso possiamo trovare un riferimento al contributo dell'insegnamento della religione cattolica nella scuola italiana:

Riflettendo sulla situazione dell’insegnamento della religione cattolica, i vescovi hanno voluto sottolineare il notevole contributo da esso arrecato alla formazione delle giovani generazioni, grati per la dedizione competente e appassionata dei docenti, con il particolare auspicio che non venga meno in questo ambito la presenza dei sacerdoti. L’alta percentuale (91, 6%) di alunni che anche nell’anno scolastico 2005-2006 ha scelto di avvalersi di tale insegnamento nella scuola statale sta a dimostrare, infatti, che genitori e studenti ritengono che esso possa aiutare a una corretta conoscenza della fede in Cristo e a maturare una personalità in grado di comprendere i processi culturali in atto, in un momento in cui si assiste anche in Italia a un rinnovato interesse nei confronti delle religioni. In definitiva, si tratta di un insegnamento quanto mai pertinente in vista della formazione globale della persona, perché favorisce la ricerca di senso, il confronto con la proprie radici storiche e l’apertura alla spiritualità. In tale prospettiva, i vescovi hanno altresì confermato la necessità che le potenzialità dell’insegnamento della religione, non solo nella scuola statale ma anche in quella cattolica, siano adeguatamente valorizzate nell’azione pastorale, invitando le Chiese particolari a impegnarsi nella formazione iniziale e nell’aggiornamento permanente dei docenti, a loro volta chiamati a sentirsi parte viva e integrante della comunità diocesana e a dare uno specifico contributo nel campo dell’educazione e della “inculturazione” della fede, con particolare attenzione alla pastorale della cultura, a quella giovanile e vocazionale. Non dovrà inoltre mancare attenzione specifica e disponibilità a offrire collaborazione alla vita della scuola da parte delle stesse comunità parrocchiali, soggetti sociali significativi del territorio.

Fonte: www.chiesacattolica.it


Convegno a Roma dal 4 al 7 marzo per i direttori e responsabili dell’Irc sul tema “La formazione in servizio per una professionalità competente”

Si è tenuta a Roma dal 4 al 7 marzo il convegno per i direttori e responsabili dell’Irc sul tema “La formazione in servizio per una professionalità competente”. Il primo intervento è stato di S.E. Mons. Diego Coletti, Vescovo di Como e Presidente della Commissione Episcopale per l’educazione, la scuola e l’università, e l’intervento dell’On. Giuseppe Fioroni, Ministro della Pubblica Istruzione.

Apprendiamo dal sito ufficiale della Cei che questo incontro nazionale ha affrontato “il tema della formazione in servizio degli insegnanti di religione come fattore determinante per la persona degli Idr e per la stessa disciplina dell’Irc. Il convegno si articola in tre momenti: il primo intende portare all’attenzione dei partecipanti quanti si sta facendo a livello diocesano; il secondo promuove una riflessione critica sugli esiti della formazione in servizio e l’eventuale ricaduta sulla formazione degli Idr; il terzo vuole essere un momento propositivo per giungere, sulla base di quanto si sta facendo e delle considerazioni che emergeranno nell’incontro, ad alcune proposte educative” (fonte: www.chiesacattolica.it).

Tra i partecipanti al convegno il prof. Italo Fiorin, docente di didattica generale alla Lumsa di Roma; Sergio Cicatelli, dirigente scolastico del Liceo Scientifico “B. Croce” di Roma; Mons. Franco Giulio Brambilla, docente di antropologia teologica e preside presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale; Maria Teresa Moscato, ordinario di pedagogia generale all’Università di Bologna; Paola Buttignol, Idr presso l’istituto superiore comprensivo di Spilinbergo.

In evidenza per tutta la categoria, gli interventi del ministro Fioroni che ha affermato che i professori di religione «sono insegnanti statali a tutti gli effetti e hanno pari dignità con i loro colleghi delle altre discipline».

Dal sito di Avvenire apprendiamo inoltre che il ministro affrontando i temi dell’«emergenza educativa», ha sottolineato che l'insegnamento della religione cattolica può «dare un valido contributo» alla soluzione. Ed ancora su Avvenire leggiamo: L'irc, infatti, «immette in un panorama di competenze tecniche quei valori fondamentali, indispensabili per la civile convivenza». Di qui, dunque, la sua promessa di «potenziare lo stato giuridico dei prof di religione», di predisporre quanto prima «l'immissione in ruolo del terzo contingente dei 3060 vincitori di concorso», di studiare «l'opportunità di un secondo concorso nelle regioni in cui non si raggiunge la prevista quota del 70% degli insegnanti di ruolo» e di risolvere la questione della scheda di valutazione.

«Ad un insegnamento cui si riconosce una forte valenza culturale, educativa ed esistenziale - ha ricordato Fioroni - deve corrispondere un docente organicamente inserito nei ruoli della scuola e non più soggetto ai caroselli degli incarichi annuali». Per questo, mentre prosegue il lavoro del tavolo paritetico sulla «mobilità (trasferimento) degli insegnanti di ruolo da una diocesi all'altra» e sul modo di «superare il rilascio di una nuova idoneità da parte del vescovo diocesano che accoglie», Fioroni ha assicurato: «Faremo il possibile per estendere agli insegnanti di religione tutti i diritti-doveri degli altri insegnanti, sempre in un'azione condivisa con la Cei».

Un «ulteriore impegno comune - ha proseguito il ministro - è quello che riguarda la revisione dell'Intesa sui titoli di accesso all'insegnamento, a seguito della riforma dei corsi universitari».

Infine, sollecitato anche dalla platea, l'esponente di governo è tornato sulla questione della valutazione dei ragazzi (e sono la stragrande maggioranza, il 91,6 per cento, secondo gli ultimi dati) che si avvalgono dell'Irc. «Il ministero - ha ricordato Fioroni, con una circolare del 2005 aveva consentito l'inserimento della disciplina nella scheda di valutazione. Il Tar, però, su tale questione ha dato la sospensiva», per cui a tutt'oggi si aspetta un pronunciamento definitivo. Nell'attesa, ha ricordato il ministro, «so che nell'ultimo incontro del Tavolo paritetico avete affrontato la questione di come l'insegnamento della religione, seguito da un alunno con profitto, possa essere un elemento da tenere in considerazione per l'attribuzione del credito scolastico agli studenti delle superiori. Se non è possibile inserire questa norma nel Regolamento - ha assicurato Fioroni - vedremo di inserirla nella prossima ordinanza sugli scrutini ed esami».

Un'altra domanda ha riproposto l'annosa questione dell'«ora del nulla», cioè della mancanza di alternativa all'Irc per coloro che scelgono di non avvalersene. «L'adesione all'ora di religione è quasi plebiscitaria - ha risposto Fioroni - e questo conferma che gli insegnanti di religione sono nella scuola quel lievito pedagogico cui tutti - colleghi e studenti - possono attingere. Ciò non di meno bisognerà mettere mano anche a questo aspetto e so che esistono diverse proposte di legge per istituire un'ora di storia delle religioni per coloro che non scelgono questo insegnamento».

Infine il ministro ha messo in rilievo l'importanza della formazione in servizio dei professori (tema principale dell'incontro nazionale) e ha accennato alla necessità di operare in rete - scuola, famiglia, istituzioni religiose - per l'educazione delle giovani generazioni. «La formazione in servizio deve essere continua e organica», ha detto in riferimento al primo tema. «Di fronte al bullismo - ha aggiunto in riferimento al secondo argomento - non bisogna cedere alla tentazione di girarsi dall'altra parte, ma occorre intervenire adeguatamente» (fonte: www.avvenire.it).


Messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana
in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2006-200
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Siamo ogni giorno spinti a fermarci all’immediato, a guardare solo a ciò che ci sta vicino, dimenticando ciò che costituisce l’orizzonte in cui la vita quotidiana prende significato, perché vi trova fondamento e orientamento. A questi condizionamenti culturali occorre reagire. Lo ribadisce con forza e continuità il Papa Benedetto XVI, ricordandoci quanto sia pericoloso togliere all’uomo la prospettiva di Dio e la testimonianza che della sete di lui danno le religioni; soprattutto la rivelazione che di lui ci offre la religione cristiana nel volto e nell’opera del Figlio Gesù. La nostra Europa, il mondo occidentale sarà in grado di ritrovare se stesso e la capacità di parlare al mondo, “soltanto se cresce di nuovo la fede in Dio, se Dio sarà di nuovo presente per noi e in noi”, perché “senza Dio i conti non tornano”.
Gli ambienti e le occasioni per questa ricerca e questo ascolto non mancano. La scuola è uno di questi. Essa può e deve dare il suo contributo alla riflessione sul mistero della vita, soprattutto oggi che, per la presenza di un numero in continua crescita di bambini e ragazzi provenienti da altri paesi, sta diventando sempre più un luogo di confronto di tradizioni culturali e religiose. Memoria viva del passato, progettazione creativa del futuro, la scuola è innanzitutto un tempo dedicato alla maturazione integrale degli alunni, quindi anche della dimensione spirituale e religiosa, all’interno e in dialogo con il contesto culturale e sociale in cui essi sono inseriti. L’insegnamento della religione cattolica (IRC) si colloca in maniera pertinente in questo “luogo”, per dare un contributo significativo e originale allo sviluppo di personalità capaci di “guardare in alto” e di costruirsi in atteggiamento di accoglienza degli altri e di disponibilità all’incontro e alla collaborazione, con una chiara consapevolezza delle radici religiose su cui è ancorata l’identità del nostro popolo.
Il consolidamento della scelta di avvalersi dell’IRC da parte delle famiglie e dei ragazzi (ribadito anche nell’anno scolastico 2005-2006 nell’altissima percentuale del 91,6%) è incoraggiante riscontro dell’importanza di questo insegnamento. Esso infatti favorisce un inserimento più pieno e consapevole nell’identità culturale e sociale del nostro Paese; affronta una opportuna riflessione sul cattolicesimo, in dialogo con le altre confessioni cristiane e le altre religioni; costituisce un terreno fecondo per indagare il significato profondo della vita umana nell’orizzonte della trascendenza e prospettare decisioni impegnative per l’esistenza personale e per la vita sociale.
Il Convegno Ecclesiale nazionale di Verona ha posto al centro dell’attenzione l’uomo del nostro tempo, alla ricerca di un futuro personale e comunitario rinnovato, più giusto e in pace; per i cristiani chiaramente segnato dalla speranza che scaturisce dalla morte e risurrezione di Gesù Cristo. In questa ricerca emerge quanto sia decisivo lo spessore culturale e sociale della fede e il suo rapporto con il mondo. L’IRC si offre come disciplina scolastica in grado di dare un suo specifico contributo per decifrare meglio le aspirazioni dell’uomo di oggi e rendere a lui più vicina e comprensibile la speranza che viene dal Vangelo. Sono ulteriori motivi per rinnovare la scelta di tale insegnamento.
Mentre ringraziamo gli insegnanti di religione cattolica per la loro dedizione professionale, qualificata con adeguato aggiornamento, come pure gli uffici scuola diocesani e regionali nonché i dirigenti scolastici per la solerzia con cui operano in vista di una piena valorizzazione dell’IRC, invitiamo le famiglie e i ragazzi a continuare ad avvalersi di tale insegnamento per l’anno scolastico 2007-2008. Ci auguriamo, anche, che coloro che per gli anni passati non se ne sono avvalsi possano farlo in futuro. Non è, infatti, una proposta disciplinare che limita la loro libertà, la rende piuttosto matura e responsabile, consolidando rapporti, confronti, accoglienze, per un’autentica integrazione di persone, esperienze e culture.

Roma, 30 novembre 2006
LA PRESIDENZA
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

 

Fonte: chiesacattolica.it

 
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