I nuovi programmi della scuola di base

Prospetto ore IRC nella scuola di base

Schema di regolamento pubblicato nel sito del Ministero della Pubblica Istruzione  ed IRC

Parere negativo al regolamento sui curriculum della scuola di base dal CNPI


I nuovi programmi della scuola di base

Il ministro della Pubblica istruzione Tullio De Mauro ha presentato mercoledì 7 febbraio 2001, un vademecum di oltre 140 pagine sui contenuti della scuola del futuro, frutto del lavoro di un pool di 273 saggi.
Il dossier traccia le finalità della nuova scuola che gli istituti dovranno raggiungere puntando sull'autonomia e sulla possibilità di sviluppare mezzi e capacità da loro possedute.
Tra le novità per studenti e docenti, degna di nota la scelta di privilegiare lo studio delle lingue straniere  ma certamente è particolare quanto esposto sui programmi futuri, delineati dalla parola d'ordine "meno quantità e più qualità". L'obiettivo presupposto sembra quello volto ad eliminare il sapere nozionistico spostando l'attenzione sulla capacità dei ragazzi di acquisire delle competenze e di "imparare ad apprendere".
Inoltre i programmi non saranno più rigidamente definiti poiché il ministero si limiterà a stabilire l'arco temporale che la scuola dovrà coprire. E così saranno le varie scuole, a partire dalla specifica realtà, a costruire il proprio curricolo, integrando le indicazioni nazionali con la quota del curricolo riservata alla scuole.
Ricordiamo che sono previsti due cicli: quello di base, della durata di sette anni, e un secondo, di cinque anni, corrispondente alle ex superiori, che si dividerà in quattro grandi indirizzi: classico-umanistico, scientifico, tecnico-tecnologico, artistico e musicale. Il tutto dovrebbe iniziare a settembre prossimo, con i bambini della prima e della seconda elementare. Con l'anno scolastico del 2002 partirà il primo anno delle superiori.

Per approfondire: ministero.it

Sul sito del Sole 24 Ore, abbiamo trovato un'ottima sintesi dei nuovi curricoli.

Cfr. ilsole24ore.com (in data: 7 febbraio 2001)

I nuovi curricoli in breve

Italiano al passo coi tempi.
La lingua strumento del pensiero, risorsa essenziale per la costruzione dell'identità personale del ragazzo, mezzo di comunicazione e veicolo di crescita culturale. La scuola di base dovrà realizzare un idoneo ambiente di apprendimento per consolidare e arricchire le capacità espressive e comunicative e far acquisire ai ragazzi un patrimonio linguistico solido e ricco, che rappresenti uno strumento utile per sconfiggere discriminazione ed emarginazione. Le discipline e le attività dell'area linguistica concorrono, insieme alle altre materie, al raggiungimento delle competenze trasversali personali, sociali, comunicative, conoscitive e metodologiche. Il ragazzo deve comprendere e produrre testi di vario genere, leggere e comprendere varie forme testuali, scrivere testi narrativi, descrittivi, produrre varie forme di sintesi ed esplorare in forme ludiche la funzione espressiva della lingua.

Sempre più poliglotti. La scuola esce da una visione provinciale del sapere e punta sullo studio delle lingue, corredo essenziale di un cittadino europeo. Già nella materna si dovrà conoscere l'inglese. Poi ci sarà lo studio di almeno due lingue comunitarie: per la prima, almeno 420 ore di studio, per la seconda, almeno 120 ore. Si otterrà anche una sorta di certificazione finale dei risultati ottenuti. Una quota dei programmi sarà poi riservata all'integrazione delle popolazioni immigrate e la scuola dovrà garantire un adeguato mantenimento a garanzia di un armonico sviluppo delle facoltà intellettive e degli atteggiamenti relazionali. Spazio dunque anche all'arabo o al cinese, in base alla lingua madre più rappresentata nella scuola.

L'educazione matematica. La matematica concorre, con le scienze sperimentali, alla formazione di una dimensione culturale scientifica. Occhio, dunque, non solo al numero, allo spazio, alle figure, alle relazioni, ai dati e alle previsioni, ma anche al misurare, argomentare, congetturare, risolvere e porsi problemi. La matematica dovrà sviluppare la capacità di conoscere e rappresentare realtà umana e mondo tecnologico.

Contro l'analfabetismo scientifico. Un'aula con il cielo per tetto. Punta sull'esperienza pratica diretta lo studio delle scienze, per sconfiggere l'analfabetismo scientifico. Dunque, esperienze sul campo, fra prati e boschi e attività in laboratorio per compiere ricerche ed esperimenti dal vivo e non studiarli solo sulle pagine dei libri. Si tratta insomma di passare dalla dimensione informativa a quella formativa e costruttiva, favorendo il contatto diretto dei ragazzi con gli oggetti di osservazione e studio.

La tecnica può cambiare il mondo. Lo sviluppo delle tecnologie cambia i ritmi della vita quotidiana e le mappe della conoscenza. Dunque nel curricolo verticale del ragazzo, dai 3 ai 18 anni, non devono mancare insegnamenti connessi alla cultura tecnologica. Il percorso scolastico deve far capire ai giovani i processi di sviluppo della società, la correlazione con i sistemi produttivi, dotandoli di quelle competenze indispensabili per inserirsi nella società come cittadini e lavoratori. Si parte dalle manipolazioni e dall'uso di materiali nella scuola dell'infanzia, si arriva all'attenzione per il mondo dell'artificiale e ai suoi effetti sull'ambiente naturale e sociale.

La storia, geografia e studi sociali. Fondamentale l'ambito storico-geografico-sociale nel percorso formativo dai 3 ai 18 anni. Saltano i vecchi programmi di storia, ripetuti tre volte nel corso del percorso scolastico. Ora il ragazzo deve acquisire una visione d'insieme della storia dell'umanità e poi affrontare, per grandi temi, gli argomenti. Anche sul fronte della geografia si rompono gli schemi del passato. Per gli studi sociali si punta allo sviluppo dell'educazione alla cittadinanza democratica.

Arte e musica. Educazione all'immagine e artistica per imparare a esprimersi e a comunicare usando codici e tecniche del linguaggio visuale e alfabetico. Si punta al potenziamento dell'immaginazione e della creatività, all'esperienza emozionale, all'educazione. Il curricolo dovrà svilupparsi dai primi approcci nella scuola dell'infanzia fino al consolidamento di conoscenze e competenze negli anni successivi. Per la musica il fine primario è quello di sviluppare le capacità dei giovani attraverso l'esperienza musicale, sia nel fare musica che nell'ascoltarla e capirla.

Corpo e movimento. Nella nuova scuola di base l'educazione fisica ha un nuovo nome: corpo e movimento. Si punta su espressività del corpo e della gestualità, si garantisce l'apprendimento di almeno due giochi di squadra. I ragazzi praticheranno anche altre discipline, sportive e non, conoscendo gli elementi di base. Fondamentale anche la partecipazione consapevole alla vita di gruppo e l'apprendimento di comportamenti igienico sanitari di prevenzione e tutela della salute.

Sintesi di Nicoletta Cottone
da:
ilsole24ore.com


Prospetto ore IRC nella scuola di base

Secondo quanto appreso e come era logico da preventivare, nella futura scuola di base l'IRC dovrebbe mantenere le due ore settimanali per tutti i primi cinque anni di corso, mentre per gli ultimi due anni si assesterà ad un ora. 
In particolare per il primo biennio saranno 128 le ore a disposizione degli IdR, 192 nel triennio successivo per scendere a 64 nel secondo biennio. 

Scuola di base Materia Ore
1° biennio IRC 128
Triennio IRC 192
2° biennio IRC 64

Tredici le materie dell'ultimo biennio presenti nel curricolo della scuola di base, compreso l'insegnamento della religione cattolica.

(Dati tratti da Corriere della Sera del 22 febbraio 2001)


Come già preannunciato, nello schema di regolamento pubblicato nel sito del Ministero della Pubblica Istruzione, si chiarisce il ruolo della "religione" nella scuola di base. Tra i punti significativi,  l'inserimento della religione nella quota nazionale, la conferma delle ore settimanali, e l'auspicio di una revisione dell'intesa.

SCHEMA
Regolamento, recante norme in materia di curricoli della scuola di base, ai sensi dell'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.275
IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
di concerto con
IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

[...]

ART. 2

(Orario obbligatorio dei curricoli)

1. L'orario obbligatorio annuale complessivo del curricolo della scuola di base risulta dalla somma del monte ore previsto per gli  ambiti disciplinari e le singole discipline, di cui al successivo comma 3, dalle ore settimanali di insegnamento della religione cattolica, di cui al comma 5, e dalle 200 ore annuali della quota obbligatoria riservata alle istituzioni scolastiche. 

[...]

5. In attesa della necessaria revisione di taluni punti dell'Intesa tra l'autorità scolastica italiana e la Conferenza Episcopale Italiana per l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche del 14 dicembre 1985, resa esecutiva con Decreto del Presidente della Repubblica del 16 dicembre 1985 n.751, modificata dalla successiva Intesa del 13 giugno 1990, resa esecutiva con Decreto del Presidente della Repubblica 23 giugno 1990 n.202 e della revisione dei curricoli per l'insegnamento della religione cattolica nella scuola di base, a norma del punto 1.2 della suddetta Intesa, all'inse-gnamento della religione cattolica nella scuola di base sono assegnate per i primi cinque anni due ore settimanali e per gli ultimi due anni un'ora settimanale. Fino all'elaborazione dei curricoli sopra citati le istituzioni scolastiche potranno adottare i programmi di insegnamento sperimentati negli an-ni scolastici 1998- 1999 e 1999-2000, in base alla C.M.n.415 del 14 ottobre 1998. 

Fonte: istruzione.it


Parere negativo al regolamento sui curriculum della scuola di base dal CNPI

Nella riunione in tarda serata di martedì 10 aprile 2001 del Cnpi (Consiglio nazionale della pubblica istruzione), è stato dato parere negativo al regolamento sui curriculum della scuola di base, inviato dal ministro della Pubblica istruzione, Tullio De Mauro.

Da fonte giornalistica apprendiamo che nel testo sottoposto all’assemblea del Cnpi, sono state fatte critiche durissime per la mancanza delle garanzie minime per la partenza della riforma ed è affermato che “si deve necessariamente rinviare l’avvio previsto a settembre in quanto il processo non può essere affidato all’improvvisazione e all’aleatorietà delle risorse finanziarie, strutturali, umane e professionali”.

Il Consiglio avverte un senso di profonda tensione che arriva dall’istruzione pubblica poiché “occorre predisporre un quadro certo e chiaro delle condizioni utili, per un verso, a rasserenare il clima e rassicurare gli operatori e, peraltro, dare credibilità e praticabilità al processo”.

Gli insegnanti, per il Consiglio, “non sarebbero pronti ai cambiamenti previsti” né sarebbero stati “preparati ad affrontarli mentre sarebbe necessario attivare un serio e qualificato percorso di formazione in servizio per i circa 85mila docenti interessati”.

Fonti sindacali, hanno sottolineato che i componenti del consiglio eletti nelle liste della Cgil hanno abbandonato il tavolo al momento della votazione.

Il clima appare dunque molto teso, anche se la bocciatura del Consiglio nazionale difficilmente fermerà l’iter del regolamento. Ricordiamo infatti che il Cnpi è un organo consultivo del ministero della Pubblica istruzione e il suo parere è obbligatorio ma non vincolante, anche se comunque conserva un significato politico non trascurabile visto che nel Consiglio siedono i sindacati e i rappresentanti del mondo dell’educazione.

A questo punto la Pubblica istruzione dovrà affrontare lo scoglio del parere del Consiglio di Stato e il cosiddetto "concerto" con il Tesoro, cioè un’intesa sulle parti economiche del regolamento.

Va ricordato che questo provvedimento è indispensabile per far partire la riforma a settembre.

 


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