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Per
eventuali chiarimenti scrivete anir@anir.it
Dibattito su l'I.R.C. >
Sui nuovi programmi > Ultime
-
Riprendiamo dal
sito della CISL scuola quanto è stato esplicitato intorno alla
circolare ministeriale n. 45 del 22.4.2008
Il MPI con la circolare ministeriale
n. 45 del 22.4.2008 ricorda
1) che nel corrente anno scolastico (2007-08) è stata avviata la prima
attuazione delle "Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia
e per il primo ciclo di istruzione", allegate al DM 31.7.2007;
2) che tali Indicazioni sono state oggetto di una prima graduale
attuazione nei primi mesi del corrente anno scolastico, secondo le
istruzioni fornite dalla Direttiva n. 68 del 3.8.2007, mentre con la nota
ministeriale del 31.1.2008 è stata avviata una fase di confronto che
dovrebbe condurre le scuole, nella seconda metà del corrente anno
scolastico, a sintonizzare i Piani dell'Offerta Formativa del prossimo
anno scolastico con dette Indicazioni;
3) che come esplicitato nel testo delle stesse Indicazioni per il
curricolo, «l'insegnamento della Religione Cattolica è disciplinato dagli
accordi concordatari in vigore. I traguardi per lo sviluppo delle
competenze e gli obiettivi di apprendimento saranno definiti d'intesa con
l'autorità ecclesiastica, come da disposizione concordataria»;
Inoltre il MPI informa
che in attuazione di tale intento, la presidenza della Conferenza
Episcopale Italiana (CEI) ha proposto al MPI medesimo uno specifico
progetto di revisione delle indicazioni didattiche già in vigore per
l'insegnamento della religione cattolica al fine di armonizzare la
collocazione di questa disciplina nel nuovo impianto curricolare della
scuola dell'infanzia e delle scuole del primo ciclo;
Il MPI ritiene
- accertata la coerenza di tale proposta con le linee portanti delle
Indicazioni - di poter accogliere il documento della CEI e, quindi,
avviare la prima attuazione dei relativi contenuti al fine di consentire
anche all'insegnamento della religione cattolica di inserirsi
adeguatamente nei Piani dell'Offerta Formativa che le scuole stanno
attualmente redigendo per il prossimo anno scolastico;
Il MPI trasmette
insieme alla CM 45 il documento di lavoro contenente lo "Strumento base" (Allegato
1), la relativa "Legenda" (Allegato
2) e il relativo "Protocollo" (Allegato
3), affinché tutte le scuole possano prenderne visione e tenerne conto
nella propria programmazione educativa e didattica e nella redazione dei
Piani dell'Offerta Formativa;
Il MPI sottolinea
che tutta la suddetta azione si allinea a quella già in corso per il resto
del curricolo delle scuole dell'infanzia e del primo ciclo, per svolgersi
nel corso del prossimo anno scolastico 2008/09, al fine di giungere ad un
testo condiviso delle Indicazioni che possa essere sottoposto alle
valutazioni conclusive del Presidente della CEI e del Ministro pro tempore
in vista di una formale adozione in tutte le scuole a partire dall'a.s.
2009/10, nel rispetto delle procedure previste in materia dal vigente
regime concordatario e in particolare dal dPR 751/85.
Fonte: cislscuola.it
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Indicazioni per
il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione
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Convegno a Montesilvano (Pescara):
In una scuola che cambia: quale insegnante e quale insegnamento
della religione cattolica?
24-27 ottobre 2003
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S.Em.za Card. Camillo Ruini e il
Ministro Letizia Moratti hanno sottoscritto il 23 ottobre 2003 gli
“Obiettivi specifici” per l’IRC nella Scuola dell’Infanzia e nella
Scuola Primaria.
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Il programma del corso
La dimensione dell'interdisciplinarità tra i nuovi curricoli e
l'insegnamento della religione cattolica nella scuola della riforma.
Il laboratorio didattico nella formazione in servizio degli insegnanti
di religione cattolica.
21-24 febbraio 2002
- Quartu S. Elena (CAGLIARI)
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Breve nota su: corso di aggiornamento
per IdR, 21-24 febbraio 2002 a Quartu S. Elena
(CAGLIARI)
-
LE
ULTIME: 19-20 marzo 2001
Convegno a
Montesilvano (Pescara):
24-27 ottobre 2003
Nei
giorni dal 24 al 27 ottobre scorsi a Montesilvano, a pochi chilometri da
Pescara, si è svolto il Corso di aggiornamento nazionale della Cei “In una
scuola che cambia: quale insegnante e quale insegnamento della religione
cattolica ? ”. Al corso hanno partecipato più di 250 docenti di religione
di ogni ordine e grado di scuola, formatori nelle singole diocesi, in
rappresentanza di 150 chiese locali.
Sono
stati due gli argomenti cardine delle diverse relazioni che si sono
susseguite nei tre giorni del Corso: la riforma scolastica targata Moratti
e l’inserimento dell’Irc in essa e lo stato giuridico degli Idr.
Gli
interventi del sottosegretario al Miur, Valentina Aprea, del prof.
Bertagna, e della Prof.ssa Sandrone Boscarino hanno dato la possibilità di
rintracciare l’architettura complessiva della riforma scolastica e di
comprenderne la filosofia di base, che cura da una parte la centralità
dell’alunno in apprendimento e dall’altra cerca di recuperare e/o
consolidare una cultura condivisa (la figura ormai famosa dell’ologramma),
superando le tradizionali e consolidate barriere disciplinari.
In
tale contesto l’Idr e l’Irc sono chiamati ad assumere pienamente le linee
di indirizzo della riforma: la firma tra Ministero e Cei del documento che
riporta gli obiettivi specifici di apprendimento per la scuola
dell’infanzia e la scuola primaria, avvenuta proprio due giorni prima del
Corso di aggiornamento, testimoniano eloquentemente il percorso
intrapreso.
Sui
contenuti e le scelte metodologiche della riforma ha presentato una sua
relazione critica il prof. Italo Fiorin, il quale ha sottolineato alcuni
aspetti di continuità con le proposte di rinnovamento della scuola
italiana promosse negli ultimi anni (autonomia scolastica, decentramento
amministrativo, nuova professionalità docente…) e alcuni aspetti
problematici: il rischio da un lato di una ritrovata centralità dello
stato attraverso un eccesso di prescrittività degli obiettivi didattici da
raggiungere e da un altro lato la volontà di avviare quasi freneticamente
la riforma stessa senza un’adeguata preparazione dei docenti.
Sull’argomento dello stato giuridico è invece intervenuto il prof.
Cicatelli: la sua corposa relazione ha passato in rassegna i punti
qualificanti del testo di legge approvato. Sono state davvero tante le
cose chiarite o comunque inquadrate dal prof. Cicatelli; mi limito a
richiamare queste: la questione della possibile compensazione fra anni
diversi in riferimento al possesso del monteore minimo richiesto (metà
orario cattedra), nel caso un docente che ha insegnato per vari anni con
orari differenziati – al di sotto e al di sopra della quota di metà orario
cattedra; e poi la scala di punteggio per servizi e titoli che calcolato
in cinquantesimi può assicurare un equilibrio accettabile tra anzianità di
servizio e titoli posseduti. Su tutto farà chiarezza però il bando di
concorso.
Da ultimo non
rimane che riferire l’intenzione della Cei di procedere da ora alla
definizione degli obiettivi specifici di apprendimento dell’Irc per la
scuola media (scuola secondaria di primo grado); qualcosa in tal senso
hanno già cominciato a produrre i gruppi di lavoro dei docenti a
Montesilvano.
Dr Marco
Moschetti

Breve nota su:
corso di aggiornamento
per IdR,
21-24 febbraio 2002
a Quartu S. Elena
(CAGLIARI)
Dal 21 al 24 febbraio
scorsi a Quartu S. Elena (Ca) si è svolto il Convegno nazionale sui nuovi
programmi/curricoli di religione cattolica, promosso dalla Cei - Ufficio
Irc, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.
Obiettivo principale della tre giorni di aggiornamento, alla quale erano
presenti più di 250 idr provenienti da molte diocesi italiane, è stato
quello di fare il punto della situazione sulle esperienze di laboratorio /
gruppi di lavoro sui nuovi programmi/curricoli di irc avviati nelle
diverse realtà locali.
Si è trattato, insomma, da una parte di recensire le iniziative che le
singole diocesi hanno cominciato a promuovere per far conoscere contenuti
e metodologie dei nuovi programmi, in vista di un aggiornamento e di una
riqualificazione organica degli idr; dall’altra parte di verificare se il
materiale preparato per questo tipo di lavoro, cioè il Documento
conclusivo della sperimentazione e il cosiddetto kit per i formatori,
abbia avuto sul campo una sua reale efficacia.
La recensione sulle attività in atto ha permesso di delineare un quadro
abbastanza variegato: alcune diocesi sono decisamente già impegnate
nell’azione di aggiornamento e riqualificazione sui nuovi programmi, altre
stanno ora approntando i corsi finalizzati a questo, altre ancora sono
ferme ad una fase di attesa e di studio sul da farsi. Don Vittorio Bonati
e don Roberto Rezzaghi, hanno comunque tenuto a precisare che non si
interverrà sui nuovi programmi di irc fino a quando non sarà
definitivamente chiarito il progetto di riforma scolastica approvata dal
governo, soprattutto per ciò che concerne il profilo dei piani di studio
per le altre discipline.
Nell’ultimo incontro del Convegno si è dato anche spazio ad una prima
analisi del disegno di legge, approvato dal consiglio dei ministri, sullo
stato giuridico degli insegnanti di religione. Il relatore, il collega
Michele Manzo, ha sottolineato la validità dell’impianto complessivo del
disegno di legge; tuttavia rimangono alcune zone d’ombra che il dibattito
parlamentare potrebbe chiarire.
Marco Moschetti

La dimensione dell'interdisciplinarità
tra i nuovi curricoli
e l'insegnamento della religione cattolica
nella scuola della riforma.
Il laboratorio didattico nella formazione
in servizio degli insegnanti di religione cattolica.
21-24 febbraio 2002
- Quartu S. Elena (CAGLIARI)
1. Finalità
dell'iniziativa
L'attività di formazione proposta si colloca all'interno di un percorso di
formazione e intende riflettere sul tema della interdisciplinarità quale
modalità per un efficace inserimento dell'IRC nel curricolo scolastico
dell'autonomia.
Il corso si colloca quale momento intensivo di formazione dei docenti
impegnati, in un percorso di "ricerca/azione", sia nella fase antecedente
al corso che in quella seguente. Nel corso infatti si propone l'esperienza
formativa del laboratorio didattico nel quale gli insegnanti di religione,
guidati da un coordinatore-moderatore, lavorano insieme per programmare,
organizzare e verificare processi di apprendimento religioso e acquisire
competenze per la conduzione dei laboratori che saranno chiamati a loro
volta ad attivare nelle loro diocesi.
2. Obiettivi
Con il modello del laboratorio si raggiungono due obiettivi:
l'approfondimento delle scelte di qualità del Documento conclusivo e della
Scuola secondaria superiore e il perfezionamento di abilità
metodologico-professionali nel campo della formazione.
3. Contenuti
Specifiche riflessioni vengono offerte nel corso sull'esperienza formativa
del laboratorio didattico, sulla formazione in servizio nel contesto alla
riforma in atto, sulla dimensione dell'interdisciplarità (che si apre
all'intercultura e al dialogo interreligioso) particolarmente presente
nelle "matrici progettuali", che costituiscono una delle novità nella
elaborazione del nuovo curricolo nella scuola dell'autonomia e su
problematiche specifiche dell'IRC.
4. Metodologia
Nel laboratorio didattico i partecipanti vengono suddivisi in 25 gruppi,
secondo l'ordine e il grado scolastico cui appartengono, e sono coordinati
da un insegnante che ha la funzione di animatore e guida del gruppo,
chiamato a sperimentare il percorso di formazione da proporre a livello
locale. Con tale modalità si intende raggiungere la finalità
dell'acquisizione delle competenze per la conduzione dei laboratori, con
una attenzione particolare al tema della relazionalità. Nell'attività di
laboratorio ogni partecipante è nel contempo "docente" e "discente": offre
agli altri il contributo della propria esperienza e creatività e da essi
apprende modalità operative nuove, spunti, stimoli o apporti critici per
migliorare l'insegnamento.
Il lavoro preparatorio al corso consiste nello studio personale del
Documento e delle Schede allegate da parte di ogni partecipante. La
comprensione dello strumento della "matrice progettuale" e l'esercizio
didattico di elaborazione di nuove matrici progettuali elaborate in
preparazione al Corso e verificate nella loro correttezza didattica
durante il corso permette ai docenti di acquisire la padronanza di questo
strumento concettuale particolarmente fecondo per l'insegnamento della
religione cattolica e la dimensione interdisciplinare. Vengono altresì
offerti strumenti mass-mediali per i futuri coordinatori dei corsi a
livello locale.
5. Destinatari del corso
Insegnanti di religione della scuola primaria e secondaria (n. 250 - uno
per diocesi segnalato dal Responsabile dell'Ufficio diocesano per l'IRC)
chiamati a svolgere il compito di coordinatori dei laboratori didattici a
livello locale. La partecipazione è prevista nell'ambito delle attività di
formazione in servizio per un totale di 20 ore.
Programma:
Saluto del Vescovo
S.E. Mons. OTTORINO PIETRO ALBERTI,
Arcivescovo di Cagliari
Introduzione all'incontro
S.E. Mons. ANGELO BAGNASCO,
Arcivescovo di Pesaro, Segretario della Commissione Episcopale per
l'educazione cattolica, la scuola e l'università, sui nuovi orientamenti
pastorali dell'episcopato italiano
La Pastorale della scuola e l'Insegnamento della religione cattolica nella
prospettiva del Progetto Culturale,
Prof. GIUSEPPE SAVAGNONE, Docente di storia e filosofia, Palermo.
L'Autonomia scolastica e la nuova stagione della partecipazione:
prospettive per l'animazione cristiana della scuola,
Prof. Mons. ANGELO VINCENZO ZANI, Sottosegretario della Congregazione per
l'Educazione Cattolica;
Prof. Don BRUNO STENCO, Direttore Ufficio per l'educazione, la scuola e
l'Università della C.E.I.;
Prof. Don CARLO NANNI, Docente presso l'Università Pontificia Salesiana.
Questione educativa, riforme scolastiche e insegnamento della religione
cattolica,
Prof. GIORGIO CHISSO, Docente di storia della pedagogia presso la facoltà
di Scienze della Formazione di Torino
La Formazione dei docenti di Religione cattolica: un approccio dalla parte
dei docenti,
a cura degli Uffici per l'insegnamento della religione cattolica in
Sardegna;
Prof.ssa MARIA GRAZIA PAU, Docente di Catechetica e Metodologia Didattica
all'ISSR di Cagliari
Aggiornamenti amministrativi dell'I.R.C.,
Prof. SERGIO CICATELLI, Esperto di problemi giuridici dell'I.R.C.
Insegnamento della religione cattolica e riforme scolastiche
On. VALENTINA APREA, Sottosegretario del Ministro della P.I.
Prof.ssa MARIOLINA MOIOLI, Consigliere del Ministro della P.I.
S.E. Mons. ATTILIO NICORA,
Delegato della C.E.I. per le questioni giuridiche
Conclusioni
Prof. Don WALTER RUSPI, Direttore U.C.N.
Testo tratto
da: chiesacattolica.it

LE
ULTIME: 19-20 marzo 2001
Ben
230 insegnanti di religione, in qualità di responsabili della formazione
per la propria diocesi di appartenenza, maestri e professori, delle scuole
materne, elementari e medie, hanno partecipato al Corso nazionale di
aggiornamento organizzato dalla Cei dal 19 al 21 marzo scorso a Cattolica
(RN).
Con questo incontro, durante il quale sono state fornite ai partecipanti
conoscenze, metodologie e strumenti per l'aggiornamento e la
riqualificazione degli Idr a partire dai nuovi programmi di religione
cattolica nella prospettiva della scuola dell'autonomia, si è dato avvio
ad un vasto progetto di formazione rivolto a tutti gli insegnanti di Irc,
che dovrà ora essere raccolto e concretizzato dalle singole diocesi.
Nei prossimi mesi, dunque, a livello locale saranno gradualmente attivati,
nelle forme e modalità ritenute opportune - la Cei suggerisce la
metodologia del laboratorio didattico - i corsi di riqualificazione per
gli Idr, che dovrebbero essere anche propedeutici ad una verifica
dell'idoneità.
Dr Marco Moschetti

Dibattito su l'I.R.C. >
Sui nuovi programmi > Sistema di Valutazione Nazionale
SiStema
Nazionale di Valutazione per l'IRC
L'IRC ha compiuto un altro passo in avanti nella
direzione di una sua sempre più completa integrazione nel curricolo
scolastico. E' infatti entrato a far parte del sistema di valutazione
nazionale al quale sta lavorando il CEDE per conto del Ministero della
Pubblica Istruzione.
L'intesa tra Cei-Settore IRC e il CEDE prevede la produzione di prove di
verifica da inserire nell'ADAS (Archivio docimologico per l'autovalutazione
delle scuole). I primi docenti di IRC che si cimenteranno nella
preparazione di queste prove di verifica, secondo i modelli richiesti dal
sistema valutativo, saranno gli sperimentatori dei nuovi programmi di
religione, che hanno in programma un corso di aggiornamento per fine
febbraio. Probabilmente da lì a qualche settimana dopo, visitando il sito
www.cede.it, si potranno
già trovare alcune prove/test standard a disposizione, da utilizzare per
la verifica di una unità didattica o del percorso svolto nell'anno
scolastico.

Dibattito su l'I.R.C. >
Sui nuovi programmi >
Storia della Sperimantazione
BREVE STORIA DELLA SPERIMENTAZIONE DEI
NUOVI PROGRAMMI Dl INSEGNAMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA
La "Sperimentazione nazionale biennale sui
programmi di religione cattolica nella prospettiva dell autonomia scolastica e di
nuovi programmi di religione cattolica" per tutti gradi scolastici è nata dalla
rilettura dei programmi di religione cattolica operata dal settore I.R.C. della Cei nellanno
scolastico 1995/96 e pubblicata sul Notiziano dellUfficio Catechistico
Nazionale, anno XXV, n.6, 10 dicembre 1996.
Lo strumento per la sperimentazione dell'a.s.
1998/99 - pubblicato nei Quaderni della Segreteria Generate della Cei, Ufficio
Catechistico Nazionale, anno XXVII, n.3/1 998 - e l'individuazione dei docenti
sperimentatori "ufficiati" sono il frutto di un lavoro coordinato tra la
Consulta Nazionale per l'I.R.C. e i Responsabili Regionali e Diocesani per l'I.R.C.
(incontri di Roma e il convegno di Palermo del marzo '98). Gli insegnanti di religione
cattolica hanno offerto il loro contributo in varie iniziative di formazione: convegno di
Palermo (9-11 marzo '98) e il seminano di studio di Chianciano (8-10 luglio '98).
Lo strumento della sperimentazione preparato per
lo scorso anno scolastico e stato oggetto di analisi e di verifica in una prima fase al
seminano di studio per i docenti sperimentatori, che si è svolto in Calabria nel marzo
'99, e in una seconda e definitiva fase nel seminano di Costa di Folgaria (luglio 1999).
Nell'incontro trentino è stato anche approntato lo strumento per la sperimentazione del
nuovo anno scolastico 1999/2000, introducendo le novità di specifiche indicazioni di
programma per gli studenti portatori di handicap e l'itinerario tematico per gli Indirizzi
Artistici, quest'ultimo elaborato nel convegno di Frascati (luglio 1999) appositamente
riservato ai docenti che insegnano religione nei Licei e negli Istituti artistici
(Quaderni della Segreteria Generate della Cei, III, n.24, Agosto 1999).
Queste novità hanno permesso di ampliare il
numero degli sperimentatori "ufficiati" del secondo anno di sperimentazione.
Parallelamente è stata incentivata, con il
sostegno e la collaborazione dei Uffici diocesani per l'I.R.C., la conoscenza e la
diffusione della sperimentazione dei nuovi programmi ad un più vasto gruppo di docenti
interessati all'iniziativa, attraverso l'organizzazione di corsi daggiornamento
nazionali per i vari ordini di scuola, che si sono tenuti tra l'ottobre e il dicembre del
1998 sotto l'egida dell'Ufficio I.R.C. della Cei.
La sperimentazione viene seguita da un Comitato
Scientifico composto dal prof. Cesare Scurati, dal prof. don Franco Brambilla, dalla
prof.ssa Sira Serenetla Macehietti, dal prof. don Cesare Bissoli e dal prof. Italo Fiorin,
Ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione.
Con il Decreto del 14 febbraio 1999, il Ministro
ha costituito un Osservatorio per la sperimentazione con il compito di monitorare gli
esiti della sperimentazione. L'Osservatorio è formato da membri designati dalla Cei e
membri scelti dal Ministero della Pubblica Istruzione.
La Sperimentazione si concluderà alla fine di questanno
scolastico e i suoi risultati verranno consegnati alla Segreteria Generate delta Cei e al
Ministero per una valutazione complessiva e per l'avvio delle procedure necessarie per la
revisione dei programmi di religione cattolica.
Marco Moschetti

Dibattito su l'I.R.C. >
Sui nuovi programmi > Sulla
Sperimentazione
La sperimentazione: la
nuova fase
E' terminata nel luglio scorso la sperimentazione biennale, promossa
dal settore Irc della Cei, dei nuovi programmi di religione, che nel loro
impianto di base hanno tenuto conto, fra gli altri, dei profondi
cambiamenti in atto nel sistema scolastico italiano: autonomia, nuovi
curricoli, riordino dei cicli... Il prodotto finale di questa attività è
il Documento conclusivo che raccoglie i testi dei nuovi programmi di Irc
dalla scuola dell'infanzia alla scuola superiore e una serie di schede
finalizzate alla formazione dei docenti di religione, nell'ottica di una
comprensione corretta e di un uso efficace dei programmi stessi.
Il tutto è comodamente consultabile al sito internet:
http://www.bologna.chiesacattolica.it/variweb/irc/index.html.
E' presto per trarre delle valutazioni definitive sui contenuti e sulle
scelte pedagogiche e metodologiche di fondo che caratterizzano i nuovi
programmi - saranno infatti la concreta pratica didattica e la riflessione
critica che la accompagnerà nei prossimi anni a generare un giudizio di
merito, suffragato da dati e risultati di più ampio respiro - ; ciò non
toglie che il biennio di sperimentazione abbia fornito alcune indicazioni
e taluni orientamenti che permettono almeno di delineare un seppur
provvisorio bilancio. Mi riferisco in particolare ai risultati dei
questionari somministrati alla fine del lavoro di sperimentazione ai
genitori, agli studenti delle scuole medie e superiori, ai capi di
Istituto e agli stessi docenti di religione coinvolti in questa attività.
Si tratta di dati ancora allo stato grezzo, che non sono stati sottoposti
ad una elaborazione statistica adeguata. Tuttavia in termini di tendenze
generali possiamo ritenerli già sufficientemente esplicativi.
I 5285 questionari pervenuti ( dei quali 2337 compilati dagli alunni e
2665 dai genitori ) evidenziano ad esempio che la prescrittività dei
contenuti non ha soffocato il coinvolgimento degli studenti. Per scendere
più nel dettaglio, anche se nei limiti di una prima approssimativa
valutazione dei questionari di verifica, l'item sul gradimento e
coinvolgimento degli alunni ha avuto una risposta più che positiva:
mettendo infatti insieme i giudizi di Moltissimo (Ms) e Molto (M), si
ottiene una percentuale intorno al 90 %. Il tasso di scolasticità dei
nuovi programmi è riconosciuto dai capi di istituto nell'ordine di
percentuali che vanno da circa l'80% a poche oltre il 90%, a seconda dei
vari gradi scolastici di appartenenza, ma sempre comunque con un livello
di consenso elevato. Gli stessi genitori hanno rilevato nei propri figli,
nella stragrande maggioranza dei casi, un impegno e un interesse eguale o
maggiore verso le nuove proposte dell'Irc; mentre gli Idr si sono divisi
mediamente tra un 30% che si è sentito poco valorizzato o mortificato nel
lavoro di sperimentazione e un 60% che si è sentito invece valorizzato.
Rispetto ad altri indicatori sondati ( la gerarchia delle aree tematiche,
la capacità dei nuovi programmi di corrispondere alle esigenze
dell'autonomia, della curricolarità, della interdisciplinarietà e
dell'apertura interreligiosa..) permane l'impressione di un sostanziale
gradimento dei programmi di Irc sperimentati. Certo non mancano alcuni
dati critici, che dovranno essere analizzati in modo approfondito: mi
riferisco, in particolare, alle difficoltà segnalate dagli Idr nella
trattazione ciclica, interdisciplinare ed interculturale dei contenuti (
hanno trovato qualche difficoltà in media il 40% degli insegnanti, con
variazioni di percentuali abbastanza marcate tra un grado scolastico e
l'altro ).
Dai questionari esce, dunque, un quadro di opinioni globalmente
favorevoli un po' su tutti i fronti, genitori, docenti, alunni e dirigenti
scolastici, con coni d'ombra che andranno sicuramente problematizzati.
Il Documento conclusivo della sperimentazione dei nuovi programmi è
ora al vaglio della Segreteria generale della Cei; ma una decisione in
merito alla loro adozione ufficiale deve fare i conti con le scelte e le
determinazioni ministeriali sui curricoli di tutte le altre materie; e
sappiamo quanto sia travagliato oggi il varo di tali provvedimenti.
La Cei ha comunque già deciso di intraprendere una serie di iniziative
di aggiornamento e di riqualificazione dei docenti; infatti nelle pagine
introduttive del Documento finale della sperimentazione è scritto :
" Già ora, comunque, si vede la necessità di promuovere, in vista
dell'adozione dei nuovi programmi, corsi di formazione e di aggiornamento,
per tutti i docenti di religione cattolica, specifici e di classe. A
conclusione dei corsi, si dovrebbe accertare attraverso opportune
verifiche la riqualificazione professionale dei docenti."
Marco Moschetti

Dibattito su l'I.R.C. >
Sui nuovi programmi >
Esperienze
Rezzaghi
Roberto
Basso
Giuseppe
Lazzari di Ferrara
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