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Dibattito su l'I.R.C.
sui nuovi programmi
 

Sulla Sperimentazione - Sistema di Valutazione Nazionale - Storia della Sperimentazione - Ultime - Esperienze

 

Per eventuali chiarimenti scrivete anir@anir.it

Dibattito su l'I.R.C. > Sui nuovi programmi > Ultime

  • Riprendiamo dal sito della CISL scuola quanto è stato esplicitato intorno alla circolare ministeriale n. 45 del 22.4.2008

    Il MPI con la circolare ministeriale n. 45 del 22.4.2008  ricorda
    1)
    che nel corrente anno scolastico (2007-08) è stata avviata la prima attuazione delle "Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione", allegate al DM 31.7.2007;
    2)
    che tali Indicazioni sono state oggetto di una prima graduale attuazione nei primi mesi del corrente anno scolastico, secondo le istruzioni fornite dalla Direttiva n. 68 del 3.8.2007, mentre con la nota ministeriale del 31.1.2008 è stata avviata una fase di confronto che dovrebbe condurre le scuole, nella seconda metà del corrente anno scolastico, a sintonizzare i Piani dell'Offerta Formativa del prossimo anno scolastico con dette Indicazioni;
    3)
    che come esplicitato nel testo delle stesse Indicazioni per il curricolo, «l'insegnamento della Religione Cattolica è disciplinato dagli accordi concordatari in vigore. I traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento saranno definiti d'intesa con l'autorità ecclesiastica, come da disposizione concordataria»;

    Inoltre il MPI informa
    che in attuazione di tale intento, la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha proposto al MPI medesimo uno specifico progetto di revisione delle indicazioni didattiche già in vigore per l'insegnamento della religione cattolica al fine di armonizzare la collocazione di questa disciplina nel nuovo impianto curricolare della scuola dell'infanzia e delle scuole del primo ciclo;

    Il MPI ritiene
    - accertata la coerenza di tale proposta con le linee portanti delle Indicazioni - di poter accogliere il documento della CEI e, quindi, avviare la prima attuazione dei relativi contenuti al fine di consentire anche all'insegnamento della religione cattolica di inserirsi adeguatamente nei Piani dell'Offerta Formativa che le scuole stanno attualmente redigendo per il prossimo anno scolastico;

    Il MPI trasmette
    insieme alla CM 45 il documento di lavoro contenente lo "Strumento base" (Allegato 1), la relativa "Legenda" (Allegato 2) e il relativo "Protocollo" (Allegato 3), affinché tutte le scuole possano prenderne visione e tenerne conto nella propria programmazione educativa e didattica e nella redazione dei Piani dell'Offerta Formativa;

    Il MPI sottolinea
    che tutta la suddetta azione si allinea a quella già in corso per il resto del curricolo delle scuole dell'infanzia e del primo ciclo, per svolgersi nel corso del prossimo anno scolastico 2008/09, al fine di giungere ad un testo condiviso delle Indicazioni che possa essere sottoposto alle valutazioni conclusive del Presidente della CEI e del Ministro pro tempore in vista di una formale adozione in tutte le scuole a partire dall'a.s. 2009/10, nel rispetto delle procedure previste in materia dal vigente regime concordatario e in particolare dal dPR 751/85.

    Fonte: cislscuola.it

  • Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione

  • Convegno a Montesilvano (Pescara):
    In una scuola che cambia: quale insegnante e quale insegnamento della religione cattolica?
    24-27 ottobre 2003

     

  • S.Em.za Card. Camillo Ruini e il Ministro Letizia Moratti hanno sottoscritto il 23 ottobre 2003 gli “Obiettivi specifici” per l’IRC nella Scuola dell’Infanzia e nella Scuola Primaria.
     

  • Il programma del corso
    La dimensione dell'interdisciplinarità tra i nuovi curricoli e l'insegnamento della religione cattolica nella scuola della riforma.
    Il laboratorio didattico nella formazione in servizio degli insegnanti di religione cattolica.

    21-24 febbraio 2002 - Quartu S. Elena (CAGLIARI)
     

  • Breve nota su: corso di aggiornamento per IdR, 21-24 febbraio 2002 a Quartu S. Elena (CAGLIARI)

     

  • LE ULTIME: 19-20 marzo 2001
     

 

Convegno a Montesilvano (Pescara):
24-27 ottobre 2003

Nei giorni dal 24 al 27 ottobre scorsi a Montesilvano, a pochi chilometri da Pescara, si è svolto il Corso di aggiornamento nazionale della Cei “In una scuola che cambia: quale insegnante e quale insegnamento della religione cattolica ? ”. Al corso hanno partecipato più di 250 docenti di religione di ogni ordine e grado di scuola, formatori nelle singole diocesi, in rappresentanza di 150 chiese locali.

Sono stati due gli argomenti cardine delle diverse relazioni che si sono susseguite nei tre giorni del Corso: la riforma scolastica targata Moratti e l’inserimento dell’Irc in essa e lo stato giuridico degli Idr.

Gli interventi del sottosegretario al Miur, Valentina Aprea, del prof. Bertagna, e della Prof.ssa Sandrone Boscarino hanno dato la possibilità di rintracciare l’architettura complessiva della riforma scolastica e di comprenderne la filosofia di base, che cura da una parte la centralità dell’alunno in apprendimento e dall’altra cerca di recuperare e/o consolidare una cultura condivisa (la figura ormai famosa dell’ologramma), superando le tradizionali e consolidate barriere disciplinari.

In tale contesto l’Idr e l’Irc sono chiamati ad assumere pienamente le linee di indirizzo della riforma: la firma tra Ministero e Cei del documento che riporta gli obiettivi specifici di apprendimento per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, avvenuta proprio due giorni prima del Corso di aggiornamento, testimoniano eloquentemente il percorso intrapreso.

Sui contenuti e le scelte metodologiche della riforma ha presentato una sua relazione critica il prof. Italo Fiorin, il quale ha sottolineato alcuni aspetti di continuità con le proposte di rinnovamento della scuola italiana promosse negli ultimi anni (autonomia scolastica, decentramento amministrativo, nuova professionalità docente…) e alcuni aspetti problematici: il rischio da un lato di una ritrovata centralità dello stato attraverso un eccesso di prescrittività degli obiettivi didattici da raggiungere e da un altro lato la volontà di avviare quasi freneticamente la riforma stessa senza un’adeguata preparazione dei docenti.

Sull’argomento dello stato giuridico è invece intervenuto il prof. Cicatelli: la sua corposa relazione ha passato in rassegna i punti qualificanti del testo di legge approvato. Sono state davvero tante le cose chiarite o comunque inquadrate dal prof. Cicatelli; mi limito a richiamare queste: la questione della possibile compensazione fra anni diversi in riferimento al possesso del monteore minimo richiesto (metà orario cattedra), nel caso un docente che ha insegnato per vari anni con orari differenziati – al di sotto e al di sopra della quota di metà orario cattedra; e poi la scala di punteggio per servizi e titoli che calcolato in cinquantesimi può assicurare un equilibrio accettabile tra anzianità di servizio e titoli posseduti. Su tutto farà chiarezza però il bando di concorso.

Da ultimo non rimane che riferire l’intenzione della Cei di procedere da ora alla definizione degli obiettivi specifici di apprendimento dell’Irc per la scuola media (scuola secondaria di primo grado); qualcosa in tal senso hanno già cominciato a produrre i gruppi di lavoro dei docenti a Montesilvano.

Dr Marco Moschetti

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Breve nota su:
c
orso di aggiornamento per IdR,
21-24 febbraio 2002
a Quartu S. Elena (CAGLIARI)

Dal 21 al 24 febbraio scorsi a Quartu S. Elena (Ca) si è svolto il Convegno nazionale sui nuovi programmi/curricoli di religione cattolica, promosso dalla Cei - Ufficio Irc, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.
Obiettivo principale della tre giorni di aggiornamento, alla quale erano presenti più di 250 idr provenienti da molte diocesi italiane, è stato quello di fare il punto della situazione sulle esperienze di laboratorio / gruppi di lavoro sui nuovi programmi/curricoli di irc avviati nelle diverse realtà locali.
Si è trattato, insomma, da una parte di recensire le iniziative che le singole diocesi hanno cominciato a promuovere per far conoscere contenuti e metodologie dei nuovi programmi, in vista di un aggiornamento e di una riqualificazione organica degli idr; dall’altra parte di verificare se il materiale preparato per questo tipo di lavoro, cioè il Documento conclusivo della sperimentazione e il cosiddetto kit per i formatori, abbia avuto sul campo una sua reale efficacia.
La recensione sulle attività in atto ha permesso di delineare un quadro abbastanza variegato: alcune diocesi sono decisamente già impegnate nell’azione di aggiornamento e riqualificazione sui nuovi programmi, altre stanno ora approntando i corsi finalizzati a questo, altre ancora sono ferme ad una fase di attesa e di studio sul da farsi. Don Vittorio Bonati e don Roberto Rezzaghi, hanno comunque tenuto a precisare che non si interverrà sui nuovi programmi di irc fino a quando non sarà definitivamente chiarito il progetto di riforma scolastica approvata dal governo, soprattutto per ciò che concerne il profilo dei piani di studio per le altre discipline.
Nell’ultimo incontro del Convegno si è dato anche spazio ad una prima analisi del disegno di legge, approvato dal consiglio dei ministri, sullo stato giuridico degli insegnanti di religione. Il relatore, il collega Michele Manzo, ha sottolineato la validità dell’impianto complessivo del disegno di legge; tuttavia rimangono alcune zone d’ombra che il dibattito parlamentare potrebbe chiarire.

Marco Moschetti

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La dimensione dell'interdisciplinarità
tra i nuovi curricoli
e l'insegnamento della religione cattolica
nella scuola della riforma.
Il laboratorio didattico nella formazione
in servizio degli insegnanti di religione cattolica.

21-24 febbraio 2002 - Quartu S. Elena (CAGLIARI)

1. Finalità dell'iniziativa
L'attività di formazione proposta si colloca all'interno di un percorso di formazione e intende riflettere sul tema della interdisciplinarità quale modalità per un efficace inserimento dell'IRC nel curricolo scolastico dell'autonomia.
Il corso si colloca quale momento intensivo di formazione dei docenti impegnati, in un percorso di "ricerca/azione", sia nella fase antecedente al corso che in quella seguente. Nel corso infatti si propone l'esperienza formativa del laboratorio didattico nel quale gli insegnanti di religione, guidati da un coordinatore-moderatore, lavorano insieme per programmare, organizzare e verificare processi di apprendimento religioso e acquisire competenze per la conduzione dei laboratori che saranno chiamati a loro volta ad attivare nelle loro diocesi.

2. Obiettivi
Con il modello del laboratorio si raggiungono due obiettivi: l'approfondimento delle scelte di qualità del Documento conclusivo e della Scuola secondaria superiore e il perfezionamento di abilità metodologico-professionali nel campo della formazione.

3. Contenuti
Specifiche riflessioni vengono offerte nel corso sull'esperienza formativa del laboratorio didattico, sulla formazione in servizio nel contesto alla riforma in atto, sulla dimensione dell'interdisciplarità (che si apre all'intercultura e al dialogo interreligioso) particolarmente presente nelle "matrici progettuali", che costituiscono una delle novità nella elaborazione del nuovo curricolo nella scuola dell'autonomia e su problematiche specifiche dell'IRC.

4. Metodologia
Nel laboratorio didattico i partecipanti vengono suddivisi in 25 gruppi, secondo l'ordine e il grado scolastico cui appartengono, e sono coordinati da un insegnante che ha la funzione di animatore e guida del gruppo, chiamato a sperimentare il percorso di formazione da proporre a livello locale. Con tale modalità si intende raggiungere la finalità dell'acquisizione delle competenze per la conduzione dei laboratori, con una attenzione particolare al tema della relazionalità. Nell'attività di laboratorio ogni partecipante è nel contempo "docente" e "discente": offre agli altri il contributo della propria esperienza e creatività e da essi apprende modalità operative nuove, spunti, stimoli o apporti critici per migliorare l'insegnamento.
Il lavoro preparatorio al corso consiste nello studio personale del Documento e delle Schede allegate da parte di ogni partecipante. La comprensione dello strumento della "matrice progettuale" e l'esercizio didattico di elaborazione di nuove matrici progettuali elaborate in preparazione al Corso e verificate nella loro correttezza didattica durante il corso permette ai docenti di acquisire la padronanza di questo strumento concettuale particolarmente fecondo per l'insegnamento della religione cattolica e la dimensione interdisciplinare. Vengono altresì offerti strumenti mass-mediali per i futuri coordinatori dei corsi a livello locale.

5. Destinatari del corso
Insegnanti di religione della scuola primaria e secondaria (n. 250 - uno per diocesi segnalato dal Responsabile dell'Ufficio diocesano per l'IRC) chiamati a svolgere il compito di coordinatori dei laboratori didattici a livello locale. La partecipazione è prevista nell'ambito delle attività di formazione in servizio per un totale di 20 ore.


Programma:
Saluto del Vescovo
S.E. Mons. OTTORINO PIETRO ALBERTI,
Arcivescovo di Cagliari

Introduzione all'incontro
S.E. Mons. ANGELO BAGNASCO,
Arcivescovo di Pesaro, Segretario della Commissione Episcopale per l'educazione cattolica, la scuola e l'università, sui nuovi orientamenti pastorali dell'episcopato italiano

La Pastorale della scuola e l'Insegnamento della religione cattolica nella prospettiva del Progetto Culturale,
Prof. GIUSEPPE SAVAGNONE, Docente di storia e filosofia, Palermo.

L'Autonomia scolastica e la nuova stagione della partecipazione: prospettive per l'animazione cristiana della scuola,
Prof. Mons. ANGELO VINCENZO ZANI, Sottosegretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica;
Prof. Don BRUNO STENCO, Direttore Ufficio per l'educazione, la scuola e l'Università della C.E.I.;
Prof. Don CARLO NANNI, Docente presso l'Università Pontificia Salesiana.

Questione educativa, riforme scolastiche e insegnamento della religione cattolica,
Prof. GIORGIO CHISSO, Docente di storia della pedagogia presso la facoltà di Scienze della Formazione di Torino

La Formazione dei docenti di Religione cattolica: un approccio dalla parte dei docenti,
a cura degli Uffici per l'insegnamento della religione cattolica in Sardegna;
Prof.ssa MARIA GRAZIA PAU, Docente di Catechetica e Metodologia Didattica all'ISSR di Cagliari

Aggiornamenti amministrativi dell'I.R.C.,
Prof. SERGIO CICATELLI, Esperto di problemi giuridici dell'I.R.C.

Insegnamento della religione cattolica e riforme scolastiche
On. VALENTINA APREA, Sottosegretario del Ministro della P.I.
Prof.ssa MARIOLINA MOIOLI, Consigliere del Ministro della P.I.
S.E. Mons. ATTILIO NICORA,
Delegato della C.E.I. per le questioni giuridiche

Conclusioni
Prof. Don WALTER RUSPI, Direttore U.C.N.
 

Testo tratto da: chiesacattolica.it

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LE ULTIME: 19-20 marzo 2001

Ben 230 insegnanti di religione, in qualità di responsabili della formazione per la propria diocesi di appartenenza, maestri e professori, delle scuole materne, elementari e medie, hanno partecipato al Corso nazionale di aggiornamento organizzato dalla Cei dal 19 al 21 marzo scorso a Cattolica (RN).
Con questo incontro, durante il quale sono state fornite ai partecipanti conoscenze, metodologie e strumenti per l'aggiornamento e la riqualificazione degli Idr a partire dai nuovi programmi di religione cattolica nella prospettiva della scuola dell'autonomia, si è dato avvio ad un vasto progetto di formazione rivolto a tutti gli insegnanti di Irc, che dovrà ora essere raccolto e concretizzato dalle singole diocesi.
Nei prossimi mesi, dunque, a livello locale saranno gradualmente attivati, nelle forme e modalità ritenute opportune - la Cei suggerisce la metodologia del laboratorio didattico - i corsi di riqualificazione per gli Idr, che dovrebbero essere anche propedeutici ad una verifica dell'idoneità. 
Dr Marco Moschetti

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Dibattito su l'I.R.C. > Sui nuovi programmi > Sistema di Valutazione Nazionale

SiStema Nazionale di Valutazione per l'IRC

L'IRC ha compiuto un altro passo in avanti nella direzione di una sua sempre più completa integrazione nel curricolo scolastico. E' infatti entrato a far parte del sistema di valutazione nazionale al quale sta lavorando il CEDE per conto del Ministero della Pubblica Istruzione.
L'intesa tra Cei-Settore IRC e il CEDE prevede la produzione di prove di verifica da inserire nell'ADAS (Archivio docimologico per l'autovalutazione delle scuole). I primi docenti di IRC che si cimenteranno nella preparazione di queste prove di verifica, secondo i modelli richiesti dal sistema valutativo, saranno gli sperimentatori dei nuovi programmi di religione, che hanno in programma un corso di aggiornamento per fine febbraio. Probabilmente da lì a qualche settimana dopo, visitando il sito www.cede.it, si potranno già trovare alcune prove/test standard a disposizione, da utilizzare per la verifica di una unità didattica o del percorso svolto nell'anno scolastico.

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Dibattito su l'I.R.C. > Sui nuovi programmi > Storia della Sperimantazione

BREVE STORIA DELLA SPERIMENTAZIONE DEI NUOVI PROGRAMMI Dl INSEGNAMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA

 

La "Sperimentazione nazionale biennale sui programmi di religione cattolica nella prospettiva dell’ autonomia scolastica e di nuovi programmi di religione cattolica" per tutti gradi scolastici è nata dalla rilettura dei programmi di religione cattolica operata dal settore I.R.C. della Cei nellanno scolastico 1995/96 e pubblicata sul Notiziano dell’Ufficio Catechistico Nazionale, anno XXV, n.6, 10 dicembre 1996.

Lo strumento per la sperimentazione dell'a.s. 1998/99 - pubblicato nei Quaderni della Segreteria Generate della Cei, Ufficio Catechistico Nazionale, anno XXVII, n.3/1 998 - e l'individuazione dei docenti sperimentatori "ufficiati" sono il frutto di un lavoro coordinato tra la Consulta Nazionale per l'I.R.C. e i Responsabili Regionali e Diocesani per l'I.R.C. (incontri di Roma e il convegno di Palermo del marzo '98). Gli insegnanti di religione cattolica hanno offerto il loro contributo in varie iniziative di formazione: convegno di Palermo (9-11 marzo '98) e il seminano di studio di Chianciano (8-10 luglio '98).

Lo strumento della sperimentazione preparato per lo scorso anno scolastico e stato oggetto di analisi e di verifica in una prima fase al seminano di studio per i docenti sperimentatori, che si è svolto in Calabria nel marzo '99, e in una seconda e definitiva fase nel seminano di Costa di Folgaria (luglio 1999). Nell'incontro trentino è stato anche approntato lo strumento per la sperimentazione del nuovo anno scolastico 1999/2000, introducendo le novità di specifiche indicazioni di programma per gli studenti portatori di handicap e l'itinerario tematico per gli Indirizzi Artistici, quest'ultimo elaborato nel convegno di Frascati (luglio 1999) appositamente riservato ai docenti che insegnano religione nei Licei e negli Istituti artistici (Quaderni della Segreteria Generate della Cei, III, n.24, Agosto 1999).

Queste novità hanno permesso di ampliare il numero degli sperimentatori "ufficiati" del secondo anno di sperimentazione.

Parallelamente è stata incentivata, con il sostegno e la collaborazione dei Uffici diocesani per l'I.R.C., la conoscenza e la diffusione della sperimentazione dei nuovi programmi ad un più vasto gruppo di docenti interessati all'iniziativa, attraverso l'organizzazione di corsi d’aggiornamento nazionali per i vari ordini di scuola, che si sono tenuti tra l'ottobre e il dicembre del 1998 sotto l'egida dell'Ufficio I.R.C. della Cei.

La sperimentazione viene seguita da un Comitato Scientifico composto dal prof. Cesare Scurati, dal prof. don Franco Brambilla, dalla prof.ssa Sira Serenetla Macehietti, dal prof. don Cesare Bissoli e dal prof. Italo Fiorin, Ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione.

Con il Decreto del 14 febbraio 1999, il Ministro ha costituito un Osservatorio per la sperimentazione con il compito di monitorare gli esiti della sperimentazione. L'Osservatorio è formato da membri designati dalla Cei e membri scelti dal Ministero della Pubblica Istruzione.

La Sperimentazione si concluderà alla fine di questanno scolastico e i suoi risultati verranno consegnati alla Segreteria Generate delta Cei e al Ministero per una valutazione complessiva e per l'avvio delle procedure necessarie per la revisione dei programmi di religione cattolica.

Marco Moschetti

 

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Dibattito su l'I.R.C. > Sui nuovi programmi > Sulla Sperimentazione

La sperimentazione: la nuova fase

E' terminata nel luglio scorso la sperimentazione biennale, promossa dal settore Irc della Cei, dei nuovi programmi di religione, che nel loro impianto di base hanno tenuto conto, fra gli altri, dei profondi cambiamenti in atto nel sistema scolastico italiano: autonomia, nuovi curricoli, riordino dei cicli... Il prodotto finale di questa attività è il Documento conclusivo che raccoglie i testi dei nuovi programmi di Irc dalla scuola dell'infanzia alla scuola superiore e una serie di schede finalizzate alla formazione dei docenti di religione, nell'ottica di una comprensione corretta e di un uso efficace dei programmi stessi.

Il tutto è comodamente consultabile al sito internet: http://www.bologna.chiesacattolica.it/variweb/irc/index.html.

E' presto per trarre delle valutazioni definitive sui contenuti e sulle scelte pedagogiche e metodologiche di fondo che caratterizzano i nuovi programmi - saranno infatti la concreta pratica didattica e la riflessione critica che la accompagnerà nei prossimi anni a generare un giudizio di merito, suffragato da dati e risultati di più ampio respiro - ; ciò non toglie che il biennio di sperimentazione abbia fornito alcune indicazioni e taluni orientamenti che permettono almeno di delineare un seppur provvisorio bilancio. Mi riferisco in particolare ai risultati dei questionari somministrati alla fine del lavoro di sperimentazione ai genitori, agli studenti delle scuole medie e superiori, ai capi di Istituto e agli stessi docenti di religione coinvolti in questa attività. Si tratta di dati ancora allo stato grezzo, che non sono stati sottoposti ad una elaborazione statistica adeguata. Tuttavia in termini di tendenze generali possiamo ritenerli già sufficientemente esplicativi.

I 5285 questionari pervenuti ( dei quali 2337 compilati dagli alunni e 2665 dai genitori ) evidenziano ad esempio che la prescrittività dei contenuti non ha soffocato il coinvolgimento degli studenti. Per scendere più nel dettaglio, anche se nei limiti di una prima approssimativa valutazione dei questionari di verifica, l'item sul gradimento e coinvolgimento degli alunni ha avuto una risposta più che positiva: mettendo infatti insieme i giudizi di Moltissimo (Ms) e Molto (M), si ottiene una percentuale intorno al 90 %. Il tasso di scolasticità dei nuovi programmi è riconosciuto dai capi di istituto nell'ordine di percentuali che vanno da circa l'80% a poche oltre il 90%, a seconda dei vari gradi scolastici di appartenenza, ma sempre comunque con un livello di consenso elevato. Gli stessi genitori hanno rilevato nei propri figli, nella stragrande maggioranza dei casi, un impegno e un interesse eguale o maggiore verso le nuove proposte dell'Irc; mentre gli Idr si sono divisi mediamente tra un 30% che si è sentito poco valorizzato o mortificato nel lavoro di sperimentazione e un 60% che si è sentito invece valorizzato. Rispetto ad altri indicatori sondati ( la gerarchia delle aree tematiche, la capacità dei nuovi programmi di corrispondere alle esigenze dell'autonomia, della curricolarità, della interdisciplinarietà e dell'apertura interreligiosa..) permane l'impressione di un sostanziale gradimento dei programmi di Irc sperimentati. Certo non mancano alcuni dati critici, che dovranno essere analizzati in modo approfondito: mi riferisco, in particolare, alle difficoltà segnalate dagli Idr nella trattazione ciclica, interdisciplinare ed interculturale dei contenuti ( hanno trovato qualche difficoltà in media il 40% degli insegnanti, con variazioni di percentuali abbastanza marcate tra un grado scolastico e l'altro ).

Dai questionari esce, dunque, un quadro di opinioni globalmente favorevoli un po' su tutti i fronti, genitori, docenti, alunni e dirigenti scolastici, con coni d'ombra che andranno sicuramente problematizzati.

Il Documento conclusivo della sperimentazione dei nuovi programmi è ora al vaglio della Segreteria generale della Cei; ma una decisione in merito alla loro adozione ufficiale deve fare i conti con le scelte e le determinazioni ministeriali sui curricoli di tutte le altre materie; e sappiamo quanto sia travagliato oggi il varo di tali provvedimenti.

La Cei ha comunque già deciso di intraprendere una serie di iniziative di aggiornamento e di riqualificazione dei docenti; infatti nelle pagine introduttive del Documento finale della sperimentazione è scritto : " Già ora, comunque, si vede la necessità di promuovere, in vista dell'adozione dei nuovi programmi, corsi di formazione e di aggiornamento, per tutti i docenti di religione cattolica, specifici e di classe. A conclusione dei corsi, si dovrebbe accertare attraverso opportune verifiche la riqualificazione professionale dei docenti."

Marco Moschetti

Dibattito su l'I.R.C. > Sui nuovi programmi > Esperienze

Rezzaghi Roberto

Basso Giuseppe

Lazzari di Ferrara

 

 
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